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Christofidis e le ragioni di una corretta informazione in tema di immigrazione

La Carta di Roma è una conquista

Christos Christofides tra Carlo Parisi e Lorenzo Del Boca in visita alla redazione di Giornalisti Italia

ROMA – «Utile confronto fra colleghi italiani e stranieri per comprendere il valore della “Carta di Roma”. Potrebbe essere utile trasformarla in un regolamento di portata internazionale». Così, il segretario generale dei giornalisti ciprioti Christos Christofides che ha partecipato (prima) a una riunione nella “Sala azzurra” della Federazione Nazionale della Stampa e ha visitato (poi) la redazione di Giornalisti Italia, in corso Vittorio Emanuele II 349 a Roma.
Con il direttore Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della Fnsi, a ricevere Christos Christofides c’era anche il presidente emerito del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca. La “Carta di Roma” era stata, infatti, immaginata e approvata durante il suo ultimo mandato.
«Si trattava di assicurare – ricorda Del Boca – un’informazione corretta e rispettosa nei confronti delle persone che, in numero sempre maggiore, chiedevano aiuto, arrivando in Italia con i mezzi di fortuna più disperati. Le semplificazioni giornalistiche avevano adottato stereotipi poco appropriati indicandoli inizialmente come “vù cumprà” e poi, con scarsa riflessione, “clandestini”.
Si trattava di utilizzare – sottolinea Del Boca – termini più appropriati, considerando che poteva trattarsi di “richiedenti asilo”, “di “profughi”, di “rifugiati” o di “apolidi”. Se, per esempio, in tribunale, occorre distinguere fra l’imputato, il rinviato a giudizio, il condannato in primo grado e il condannato in via definitiva, perché accettare generalizzazioni grossolane e fare di ogni erba un fascio, nei confronti di una fascia debole di popolazione?
Le argomentazioni hanno convinto i giornalisti italiani (per i quali l’utilizzo di termini corretti è un dovere deontologico) e sono state apprezzate dai rappresentanti internazionali della categoria».
Incoraggiante l’adesione di Christos Christofides che, venendo da Nicosia, cuore di uno spicchio di mare, giornalmente attraversato da frotte di disperati, aggrappati a ogni cosa che galleggia, può comprendere la situazione dell’Italia, sponda di un Mediterraneo, diventato il crocevia di un’emigrazione epocale.
“Onorato” della visita alla redazione, Carlo Parisi ha evidenziato che Christos Christofides è “collega impegnato costantemente nelle battaglie della categoria giornalistica”, a livello nazionale e internazionale, che non si è mai sottratto dal “combattere in prima linea per le questioni sociali della sua terra”. In particolare, ”la questione dell’unificazione dell’isola cipriota che, adesso, è tagliata in due: metà con un governo autonomo e indipendente e l’altra metà dipendente dalla Turchia”. (giornalistitalia.it)

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