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Reggio Tv licenzia il giornalista Fausto Pedullà

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Fausto Pedullà

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VILLA SAN GIOVANNI (Reggio Calabria) – Dopo Mario Meliadò è toccato ad un altro volto storico di Reggio Tv, il giornalista Fausto Pedullà, ricevere la lettera di licenziamento dall’emittente televisiva fondata dall’editore Eduardo Lamberti Castronuovo, già assessore alla legalità della Provincia di Reggio Calabria.
In ferie forzate dal 23 al 30 luglio 2017, Pedullà aveva inviato, l’altro ieri, all’azienda Alfa Gi una Pec per conoscere il calendario di servizio di questa settimana, ma ieri, per tutta risposta, si è visto notificare la lettera di licenziamento, che gli sarebbe stata spedita il 25 luglio scorso e che non ha mai ricevuto a causa dell’errato indirizzo indicato dall’azienda.
La lettera inviata a Fausto Pedullà, in servizio nell’emittente reggina da ben 14 anni, è l’esatta fotocopia di quella recapitata al suo collega Meliadò. Stessi toni, stessi contenuti, stesso provocatorio riferimento alla stravagante “procedura facoltativa di composizione, poi effettivamente indetta per il giorno 21 luglio 2017, ad ore 9.30 – è testualmente scritto così – da Lei disertata, benché regolarmente avvisato, non avendo Ella aderito all’invito a comparire”.
Anche Pedullà, dopo la notifica del “preavviso scritto di licenziamento” con invito a presentarsi davanti alla Commissione provinciale di Conciliazione della Direzione territoriale del Lavoro di Reggio Calabria, col chiaro intento di scongiurare eventuali contenziosi, si è visto dunque recapitare una lettera, a firma dell’amministratore unico della Alfa Gi Produzioni Editoriali integrate srl, Antonino Albanese, con la quale gli è stato comunicato che “la sua stessa presenza in azienda non è più necessaria né utile e residuano soltanto i problemi correlati al pagamento delle sue competenze maturate, rimaste purtroppo in sofferenza per le note difficoltà aziendali, e della liquidazione dei diritti connessi alla cessazione del rapporto di lavoro”.
“La Alfa Gi srl in liquidazione – è scritto ancora nella lettera – le dichiara che, a tutti gli effetti di legge e del contratto collettivo, il rapporto di lavoro è di fatto cessato per impossibilità della prestazione, e la prega di volersi dunque ritenere esonerato dal residuo tempo da lavorare con effetto immediato”.
Il licenziamento di Pedullà giunge, inoltre, dopo una singolare dichiarazione rilasciata dall’editore Eduardo Lamberti Castronuovo al giornalista Lucio Musolino del “Fatto Quotidiano”.
“Noi – ha dichiarato, tra l’altro, l’ex assessore alla legalità – abbiamo mandato una lettera ai dipendenti dicendo che la situazione era critica e che dovevamo procedere a una riduzione del personale. Abbiamo dato già metà degli arretrati ed entro tre mesi pagheremo il resto grazie a un prestito di 500mila euro che ho fatto a mio nome…Io ho soltanto fatto l’editore. In vent’anni ho speso 8 milioni di euro di tasca mia…Reggio Tv potrà continuare meglio di prima con una cooperativa che i giornalisti hanno già costituito. Un giro di pubblicità c’è. Se la gestiscono loro, fanno i servizi e li vendono a questa società a cui abbiamo ceduto il ramo d’azienda. Il futuro c’è ed esiste se i giornalisti saranno bravi”.
Dichiarazioni, dunque, che da un lato confermano che in questi 20 anni l’editore è stato sempre lui, dall’altro, sollevano altre domande alle tante già all’attenzione dell’Ufficio Legale del Sindacato Giornalisti della Calabria.
Ieri, inoltre, con una nota in risposta alla Federazione Metropolitana della Sinistra Italiana, i legali di Alfa Gi, Sergio Giangreco e Giuseppe Renato Minasi, nel rendere noto che 14 dei 16 dipendenti oggetto della procedura di licenziamento hanno firmato un accordo davanti alla Commissione di Conciliazione, sostengono che “sono rimaste soltanto due posizioni professionali di dipendenti con i quali è in atto una trattativa di composizione”. Circostanza, quest’ultima, categoricamente smentita da Mario Meliadò e Fausto Pedullà che hanno, invece, dato mandato all’Ufficio Legale del Sindacato Giornalisti della Calabria di impugnare i licenziamenti e tutti gli atti prodotti con le procedure illegittimamente messe in atto da un’azienda che, nonostante non abbia ancora corrisposto ben sette mensilità (da gennaio a luglio 2017) e la tredicesima 2016, oltre ad altre spettanze dovute a vario titolo dai sigoli, non ha espletato alcuna procedura di consultazione sindacale, come previsto dalla legge e dal contratto nazionale di lavoro giornalistico.
“Oltre alle troppe violazioni e agli altrettanti lati oscuri al vaglio dell’Ufficio Legale del Sindacato Giornalisti della Calabria, che provvederà ad investire tutte le autorità competenti e di controllo per fare piena luce sull’emittente televisiva, – denuncia il segretario generale aggiunto della Fnsi Carlo Parisi – si attende di vedere come farà Reggio Tv a garantire la programmazione con un solo giornalista e due tecnici (le tre unità trasferite nell’ambito del ramo aziendale ceduto alla società Canale 14 srl) e da chi è formata la cooperativa che – a detta dell’editore – i giornalisti avrebbero già costituito. Quel che è certo – sottolinea Parisi – è che non ci si trova davanti ad un’azienda in crisi che, espletate tutte le procedure previste dalla legge e dal contratto, si vede costretta a passare la mano affidando generosamente l’impresa ai lavoratori che, con impegno, professionalità e sacrificio, l’hanno portata avanti in questi anni. Ma ad un’emittente  che, con una serie di rocambolesche operazioni, dopo aver azzerato quasi completamente il costo del lavoro, pretende di far passare come gentile concessione la possibilità di acquistare, a prezzi estremamente più bassi, prestazioni d’opera da alcuni dei 14 dipendenti tra i 16 cacciati”.
“Quanto al fatto che 14 dipendenti abbiano accettato la transazione, per disperazione, per mettersi in tasca i classici soldi «pochi, maledetti e subito» o per legittima convinzione, poco cambia. Ognuno – sottolinea Carlo Parisi – è libero di fare le proprie scelte, condivisibili o meno. Mario Meliadò e Fausto Pedullà non hanno accettato una procedura illegittima sotto ogni profìlo, non hanno alcuna trattativa in corso con l’azienda – contrariamente a quanto asserito dai legali di Alfa Gi – e non sono stati mai contattati da nessuno per partecipare a sedicenti cooperative”.
“Parliamo di due professionisti – conclude il segretario del Sindacato dei giornalisti – che, per circa 15 anni, hanno fatto la storia di una televisione locale che oggi li ripaga cacciandoli in malo modo. Pedullà, addirittura, era stato già licenziato nel 2009 «per motivi disciplinari» dall’emittente di Lamberti Castronuovo, ma il provvedimento era stato sonoramente bocciato dal Tribunale di Reggio Calabria che lo aveva reintegrato nel posto di lavoro. Sono tante, troppe, le amarezze che, in tanti anni di onesto lavoro, i giornalisti, per carattere e serietà professionale, hanno ingoiato e digerito. Ora che il limite è stato abbondantemente superato, nulla sarà lasciato al caso”. (giornalistitalia.it) [3]

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