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Carlo Parisi (Fnsi): “Ennesimo, vile, tentativo di imbavagliare la vera informazione”

Intimidazione alla giornalista Alessia Truzzolillo

Alessia Truzzolillo

LAMEZIA TERME (Catanzaro) – Una brutta domenica per la giornalista del Corriere della Calabria Alessia Truzzolillo. La collega lametina si è, infatti, vista recapitare, a casa dei genitori, una lettera stropicciata contenente l’ogiva di un proiettile. Sulla busta la scritta “Per Alessia”, ma all’interno nessun messaggio.
La lettera è stata lasciata, nella notte fra sabato e domenica, all’interno del giardino della casa dei genitori. La giornalista ha sporto denuncia ai carabinieri, che stanno indagando sull’inquietante avvertimento.
Informata dell’accaduto, rivela il quotidiano online diretto da Paolo Pollichieni, anche la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e il procuratore Nicola Gratteri, che ha telefonato personalmente alla Truzzolillo per incitarla a continuare con la solita determinazione il proprio lavoro.
Alessia Truzzolillo in passato ha collaborato con Calabria Ora (anche quando è diventata L’Ora della Calabria), poi con il quotidiano La Provincia di Cosenza e, attualmente, scrive per il Corriere della Calabria, dove si occupa di fatti di cronaca nera e giudiziaria riguardanti il territorio lametino, ma non solo.
Suoi gli articoli sulle inchieste “Sacal” o “Robin Hood” oppure “Dionisio”, giusto per citare alcune operazioni che forze dell’ordine e magistratura hanno compiuto in questo 2017.

La busta indirizzata ad Alessia Truzzolillo contenente la pallottola

«Sono fiduciosa nel lavoro degli inquirenti», si limita a dire Alessia raggiunta telefonicamente da Giornalistitalia.it in una domenica di riposo che, invece, si è rivelata decisamente diversa rispetto a quella programmata.
Il segretario generale aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa, Carlo Parisi, nell’esprimere ad Alessia Truzzolillo, alla sua famiglia ed alla redazione del Corriere della Calabria “la massima vicinanza della Fnsi e del Sindacato Giornalisti della Calabria”, condanna “l’ennesimo, vigliacco, tentativo di intimidire chi, con serietà, professionalità e, soprattutto, senza grandi tutele contrattuali, con passione e coraggio tiene alta la qualità dell’informazione, pubblicando notizie vere, pertanto per alcuni scomode”.
“E lo fa – incalza Parisi – attraverso inchieste giornalistiche che rappresentano l’unica bandiera credibile della professione in un Paese nel quale criminalità organizzata, poteri forti, ma anche pezzi importanti delle istituzioni tentano, non solo con la violenza, ma anche con leggi sempre più restrittive, di imbavagliare i giornalisti tarpando le ali alla libertà di stampa”. (giornalistitalia.it)

Francesco Cangemi

Roberto De Santo (fiduciario di redazione): “Al Corriere della Calabria si lavora in gruppo”

Non è la prima volta, probabilmente non sarà l’ultima. Ma non ci si abitua mai ai tentativi di sopraffazione. Eppure, ormai, dovrebbero saperlo tutti: al Corriere della Calabria si lavora in gruppo. Dovrebbe bastare soltanto questo a far capire quanto sia sciocca, oltre che vile, l’intimidazione ordita ai danni della nostra Alessia.
È anche noto che analoghi episodi, in passato, non hanno scalfito minimamente la determinazione e la passione per il lavoro quotidiano che anima la redazione tutta. Né hanno mai condizionato una linea editoriale che resta ancorata ai fatti e alla verità. Capiamo bene che il gesto, che pure non sottovalutiamo, non fa altro che testimoniare quello che, imprudentemente, molti politicanti spesso dicono riferendosi al Corriere della Calabria: è possibile un altro modo di fare giornalismo. Magari più accomodante, addirittura omissivo.
Capiscano bene che un altro modo di fare giornalismo per chi lavora al Corriere non è, invece, concepibile. Alessia, in questo contesto, è una autorevole e apprezzata firma. Ma non è certamente isolata né si può immaginare che tentando di intimidirla si possa intimidire la redazione. Qui si lavora in gruppo, si danno notizie, non si nasconde nulla. È l’unico modo che conosciamo.

Nicola Irto (presidente del Consiglio regionale della Calabria): “Minaccia grave e allarmante”

Esprimo preoccupazione e ferma condanna per l’inquietante atto intimidatorio avvenuto ai danni della giornalista Alessia Truzzolillo. Alla cronista del Corriere della Calabria, alla sua famiglia e all’intera redazione del giornale rivolgo piena solidarietà.
Si tratta di una minaccia grave, che allarma soprattutto per la delicatezza e la complessità del lavoro che Alessia Truzzolillo svolge in un territorio difficile. Sono certo che la magistratura e le forze dell’ordine compiranno ogni sforzo per fare luce nel più breve tempo possibile su una vicenda che riaccende i riflettori sui rischi a cui sono esposti gli operatori dell’informazione in Calabria.
Ad Alessia Truzzolillo rivolgo l’invito ad andare avanti con la determinazione e la scrupolosità che hanno contraddistinto finora la sua attività professionale, senza cedere alle vigliacche minacce di quanti cercano di ostacolare il pieno dispiegarsi dei principi di democrazia che solo una stampa libera può garantire.

Flora Sculco (consigliere regionale della Calabria): “Alessia non è sola. Siamo tutti con lei”

Solidarietà alla giornalista Alessia Truzzolillo per il vile messaggio di minaccia e a tutta la redazione del Corriere della Calabria. Sono pronta a sostenere ogni iniziativa per ribadire l’importanza della libertà di stampa che è culturalmente, prima ancora che politicamente, strategica in una fase istituzionalmente convulsa e socialmente difficile qual è quella che la nostra regione sta attraversando.
Per andare oltre il disorientamento generale del nostro tempo, il lavoro dei giornalisti calabresi è prezioso per qualsivoglia progettualità di sviluppo nella legalità. La Calabria delle intimidazioni alla libertà di stampa è la Calabria che cova rancore e non accetta la verità, ma deve rassegnarsi. Alessia, per fortuna non è sola.
Ha con sé una redazione battagliera e coraggiosa, ma non dubito che anche la Calabria perbene sia tutta accanto a lei e in questo frangente chiede che si faccia di tutto per individuare i responsabili di questa vergognosa intimidazione. (giornalistitalia.it)

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