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“Cari giornalisti, difendete la vostra dignità”

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Da sinistra: Carlo Parisi (in piedi), Michele Albanese, Lorenzo Del Boca, Mimma Iorio, Raffaele Lorusso, Marina Macelloni, Santino Franchina e Giuseppe Soluri

REGGIO CALABRIA – «Difendete la vostra dignità». È l’appello, diventato oramai un lei motiv – che, è evidente, non basta mai –, quello con cui il segretario generale aggiunto della Federazione nazionale della stampa italiana e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, ha aperto ieri a Reggio Calabria la XXIV Giornata mondiale della libertà di stampa, celebrata nella città dello Stretto per il secondo anno consecutivo grazie all’impegno congiunto di Fnsi, Istituto di previdenza e Ordine dei giornalisti.

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Carlo Parisi, segretario generale aggiunto Fnsi

«“Libertà uguale lavoro, cultura e legalità”: è il titolo che, non a caso, abbiamo voluto dare a questa giornata – ha detto Parisi, aprendo i lavori della prima parte della grande manifestazione che è valsa ai giornalisti anche come evento formativo – perché senza lavoro non si può essere liberi, senza cultura non si va da nessuna parte e se non ci si muove entro i confini della legge, battendosi perché che questa sia applicata e riconosciuta, allora non ha senso fare il giornalista. È giusto, però, ribadire un concetto – ha affermato senza giri di parole il segretario generale aggiunto della Federazione della stampa – e cioè che, in materia di libertà di stampa e difesa della professione, la prima responsabilità è dei giornalisti. Siete voi, cari colleghi – ha tuonato Carlo Parisi – che, per primi, dovete difendere la dignità, vostra e del vostro lavoro, mentre, purtroppo, in molti, troppi casi i principali responsabili di soprusi e forme di sfruttamento siete proprio voi. Voi che non denunciate comportamenti scorretti o fuorilegge, che non fate rete, che, così facendo, porgete continuamente il fianco ad editori senza scrupoli».
«Il mio appello, in questa giornata che non vuole essere una mera giornata celebrativa, – ha sottolineato Parisi – è, ancora una volta, questo: difendete i vostri diritti, la vostra dignità, il vostro, nostro lavoro!».
Che quella organizzata a Reggio Calabria dal Sindacato giornalisti, nazionale e regionale, insieme a Inpgi e Ordine, non volesse essere “una giornata solo di retorica” lo ha rimarcato anche il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, insieme all’«importanza di promuovere un’iniziativa come questa in un’area del Paese in cui difendere la libertà di stampa ha un valore che va ben aldilà di quello delle parole».

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Raffaele Lorusso, segretario generale Fnsi

È andato subito al dunque Lorusso, mettendo al centro del suo intervento, davanti alla numerosa platea di colleghi presenti a Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, la tutela del lavoro giornalistico: «Alcune settimane fa il Parlamento ha cancellato la legge per l’utilizzo dei voucher. Che, dire, allora dei co.co.co nella professione giornalistica? I co.co.co. applicati ai giornalisti invece del regolare contratto di lavoro Fieg-Fnsi sono i nostri voucher. Ovvero una forma di sfruttamento inaccettabile – ha detto forte e chiaro il segretario generale della Federazione della stampa –, una vergogna!».
In quanto alla disponibilità e al confronto con il Governo, «che ci sono stati e con buoni risultati, negli ultimi mesi», Raffaele Lorusso ha voluto, però, ribadire che «se non seguiranno impegni concreti, chiameremo la categoria alla mobilitazione, perché è inaccettabile che ancora il Governo non abbia prodotto una legge che contrasti l’uso, o meglio l’abuso delle querele temerarie e che cancelli definitivamente il carcere per i giornalisti accusati di diffamazione a mezzo stampa».
E di legge a tutela dell’informazione, in particolare quella istituzionale, ha parlato, nel suo intervento, anche il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, accogliendo per la seconda volta da “padrone di casa” a Palazzo Campanella, i vertici nazionali degli istituti di categoria dei giornalisti nella Giornata voluta dall’Unesco per celebrare in tutto il mondo la libertà di stampa.
«Per la prima volta in Calabria, il Consiglio si è dotato di un piano di comunicazione – ha esordito Irto – nel quale abbiamo attribuito un’importanza fondamentale all’informazione istituzionale.

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Nicola Irto, presidente del Consiglio regionale della Calabria

Credo che i tempi siano maturi per mettere a regime quest’esperienza positiva, trasformando tale provvedimento amministrativo, varato dall’Ufficio di Presidenza, in un’organica legge regionale sull’editoria».
Nel far ciò, «ritengo fondamentale coinvolgere il Sindacato e l’Ordine dei giornalisti», – ha affermato il presidente del Consiglio regionale della Calabria, sottolineando che  «questa legge deve prefiggersi diversi obiettivi, quali istituire un Osservatorio regionale sulla libertà di stampa, prevedere la costituzione di parte civile della Regione nei processi contro i responsabili di intimidazioni ai giornalisti e regolamentare in maniera puntuale e trasparente l’assegnazione delle risorse legate alla pubblicità istituzionale e alla scelta dei fornitori.
In una terra come la nostra, nella quale le imprese editoriali fanno fatica – ha concluso Irto – sentiamo il dovere di sostenere il lavoro degli operatori dell’informazione, rispettandone il lavoro e contribuendo a garantire la libertà di cronaca e di critica, spesso minata dalle difficili condizioni economiche e dal ricatto delle liti temerarie».

[5]«Un faro nella notte, spesso buia e nebbiosa, le parole di Nicola Irto – ha voluto rimarcare Carlo Parisi –, che testimoniano l’ottimo rapporto tra l’istituzione da lui guidata e il Sindacato giornalisti: gli obiettivi a cui guarda il presidente del Consiglio regionale della Calabria, pensando di approntare una legge regionale sull’editoria, sono il frutto di un dialogo costante e fruttuoso tra l’istituzione e l’istituto di categoria deputato a tutelare il lavoro giornalistico. È soltanto attraverso il confronto e l’avvio di procedure trasparenti e sinergiche che la comunicazione istituzionale può davvero essere degna del nome che porta». (giornalistitalia.it [6])
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