Anno VIII numero
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A 7 mesi senza sospensione condizionale su querela del sindaco di Cosenza

Diffamazione aggravata: condannato Carchidi

Mario Occhiuto

COSENZA – «Il Giudice monocratico del Tribunale di Cosenza, Enrico Di Dedda, ha oggi emesso sentenza di condanna a sette mesi di reclusione (pena alquanto rigorosa, per il titolo del reato), senza sospensione condizionale, nei confronti di Gabriele Carchidi, perché ritenuto responsabile del delitto di diffamazione aggravata in danno del sindaco Mario Occhiuto, per aver pubblicato su sito informatico espressioni ingiuriose nei confronti dello stesso primo cittadino di Cosenza, quali: “Occhiuto… con le sprangate che sa assestare sulla testa di chi lo contesta… il Sindaco più squallido e viscido della storia”».
Lo rende noto il Comune di Cosenza evidenziando che «Carchidi è stato condannato anche al risarcimento del danno, da liquidare in separato giudizio civile, nonché al pagamento delle spese di costituzione, e ad una provvisionale, in favore del sindaco Occhiuto, costituitosi parte civile, liquidata in € 3.000,00».
«Con la stessa sentenza, – spiega il Comune di Cosenza – il dottor Di Dedda ha assolto Carchidi e Michele Santagata da altre imputazioni di diffamazione con la formula ‘per non aver commesso il fatto’, sol perché non si è raggiunta la piena prova dell’attribuibilità, ai predetti, degli scritti diffamatori, ed in un caso per mancanza dell’elemento psicologico».
Il sindaco Occhiuto, giornalista pubblicista, è stato assistito nel processo dall’avvocato Nicola Carratelli. «Si è chiuso, così, il procedimento di primo grado conseguente ad una delle tante querele presentate da Occhiuto nei confronti di Carchidi, autore – denuncia il Comune di Cosenza – di una martellante attività di pura denigrazione nei confronti del Sindaco, mentre diversi altri procedimenti, sia per il reato di diffamazione, che per quello di stalking, sempre a carico di Gabriele Carchidi e Michele Santagata, saranno celebrati nei prossimi mesi, ed anche in tali procedimenti Mario Occhiuto si è costituito parte civile».

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