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Premio Merck ai giornalisti al servizio della salute

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Carlo Parisi insieme ad Antonio Messina alla cerimonia di consegna del Premio giornalistico Merck

ROMA – Entusiasmo e soddisfazione, tanto dei partecipanti quanto dei giurati e dei padroni di casa, hanno accompagnato la cerimonia di consegna, a Roma, del Premio giornalistico Merck dedicato a “Il valore della persona: il paziente al centro del percorso terapeutico-assistenziale”.
Promosso dalla nota azienda scientifica e tecnologica, tra i leader nel settore, per premiare, appunto, il buon giornalismo che si occupa di un tema cardine quale è la salute, con particolare riguardo all’assistenza sanitaria e all’approccio terapeutico, il riconoscimento è andato ai giornalisti Giuliano Aluffi, Maddalena Bonaccorso e Lidia Scognamiglio.
In particolare, Aluffi è stato premiato – nella categoria carta stampata – per l’articolo, pubblicato su “Il Venerdì” di Repubblica, dal titolo “E un giorno ho deciso di mettere il mio cancro online”, in cui il giornalista racconta la storia di un amico che ha deciso di mettere in Rete la sua esperienza di malato, preferendo però l’ironia ai toni drammatici.
Maddalena Bonaccorso è stata, invece, premiata – nella categoria on line – per l’articolo “Odontoiatria per disabili, un’eccellenza siciliana a rischio”, pubblicato su Panorama.it: ha fatto luce su un esempio di eccellenza in tema di sanità attraverso un dossier accurato e ricco di informazioni.
Mentre Lidia Scognamilgio, vincitrice per la sezione radio e tv, è stata premiata per il servizio “Cancro e sessualità”, andato in onda sula rubrica “Medicina 33” del Tg di Rai 2: un servizio incentrato su un bisogno del paziente al quale spesso non si risponde adeguatamente, che ha trattato uno dei temi meno affrontati, ma non per questo meno importante.
Tra i giurati, che hanno avuto il non facile compito di scegliere tra ben 120 contributi consegnati da 72 giornalisti, anche il segretario generale aggiunto della Federazione nazionale della stampa italiana, Carlo Parisi: “Ho partecipato molto volentieri a questo Premio – ha detto, consegnando il riconoscimento insieme all’amministratore delegato di Merck, Antonio Messina, – dedicato alla buona informazione sulla salute, perché ritengo che il giornalismo scientifico in materia di sanità e di assistenza sanitaria rappresenti un settore dell’informazione e della professione giornalistica di fondamentale importanza. Oggi più che mai. Il ruolo del giornalista chiamato a garantire questo tipo di informazione, rivolto cioè ai cittadini-pazienti che hanno bisogno di essere supportati di fronte ad un problema di salute – che è il Problema –, è un ruolo determinante. E deve essere portato avanti con professionalità, serietà, accuratezza delle informazioni, chiarezza. E con quella dose di umanità, da cui non si può prescindere quando si parla di salute e assistenza sanitaria”.
“Tutto ciò diventa ancor più importante – ha proseguito il segretario generale aggiunto della Fnsi – in un mondo, quello del giornalismo, in continua e rapida evoluzione: contro le bufale del web e la cattiva quanto superficiale (dis)informazione che purtroppo riempie la Rete, il buon giornalista scientifico che informa correttamente fa la differenza. La differenza tra la buona informazione – qualunque sia il canale utilizzato, carta stampata, giornale on line, radio, tv – e l’informazione approssimativa. Nella migliore delle ipotesi”.
“Spesso mi sono trovato a confrontarmi – ha confidato ai presenti Carlo Parisi – con medici che si lamentano di come i giornalisti trattano la sanità: sempre a parlarne male, sempre a sbattere in prima pagina l’intervento andato male, a fare del medico il mostro. Mai a sottolineare un’eccellenza, a scrivere dell’intervento delicato e complesso andato bene. Riuscitissimo. Ecco, questo ritengo debba essere il compito del bravo giornalista scientifico che si occupa di salute, di sanità e delle tematiche connesse: dare anche le buone notizie, come hanno fatto i colleghi che hanno deciso di partecipare a questo Premio. Nei contributi che ho analizzato ho trovato proprio questo:l’informazione al servizio del cittadino/paziente, con riferimenti, indirizzi, numeri utili ad indicare la strada. Perché il ruolo del giornalista è e deve essere questo: cambiano i tempi, cambiano i modi, ma la sostanza deve restare una ed una sola. Il giornalista deve dare informazioni. Notizie utili, accertate, chiare. E, perché no, buone”. (giornalistitalia.it [2])