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Francesca Lagatta ha solo fatto la giornalista

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Francesca Lagatta

[2]PAOLA (Cosenza) – L’indagine esiste e il giudice sentenzia che la giornalista Francesca Lagatta non ha diffamato nessuno. Finisce con un punto a favore della libertà di informare il contenzioso fra la Banca di Credito Cooperativo di Verbicaro e la giornalista Francesca Lagatta, pubblicista di Praia a Mare, che ha raccontato di un controllo della Guardia di Finanza presso l’istituto di credito e di un’indagine della Procura di Paola. Proprio un giudice paolano, Giuseppina Vecchione, nell’esaminare la richiesta di “emissione di un provvedimento atipico di urgenza”, ha stabilito che la giornalista non ha diffamato nessuno e ha confermato l’esistenza di un’inchiesta. Il giudice ha sottolineato, infatti, che “dagli atti di causa è emerso che vi sono indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Paola” e ha disposto che la Bcc di Verbicaro paghi le spese processuali “determinate in euro 1800, oltre al rimborso forfettario nella misura del 15% sui compensi, IVA e CPA come per legge”. La Lagatta, cronista del giornale on line “La Spia Press”, per il quale ha condotto numerose inchieste giornalistiche, scriveva la notizia sull’istituto bancario il 25 marzo 2016 e condivideva il tutto sulla propria pagina Facebook il giorno seguente. L’avvocato della banca ha richiesto, in sostanza, l’inibizione a diffondere la notizia ritenuta diffamatoria nei confronti dei suoi clienti. Il giudice ha, però, spiegato che, stante le indagini ancora in corso ed in mancanza di prova certa e «tranquillizzante» in ordine alla non veridicità dei fatti narrati dalla parte resistente (ovvero la banca), allo stato, si reputa insussistente.
“Non ho mai avuto paura perché ero certo di aver fatto bene il mio lavoro – afferma Francesca Lagatta – . È un grande giorno per la Giustizia e per noi giornalisti. Questa non è solo la mia vittoria, è la vittoria di tutti coloro che ogni giorno rischiano tutto in nome della verità. Ringrazio fortemente il pool di avvocati dello studio associato Vetere-Ruggiero, che ai giudici del Tribunale di Paola ha saputo dimostrare l’importanza e la validità del giornalismo, tanto più se libero e indipendente”.
«Si è risolta, insomma, in una bolla di sapone – commenta Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della Fnsi e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, – l’ennesima querela temeraria ai danni di giornalisti, a dimostrazione che il bravo cronista che sa di aver fatto con coscienza il suo lavoro e di aver raccontato fatti, non pettegolezzi o supposizioni, non ha nulla da temere e non si fa imbavagliare”. (giornalistitalia.it) [3]

Francesco Cangemi