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“La libertà di stampa è limitata dalla magistratura”

Il prefetto Antonio Reppucci

Giorgio Dell’Arti

PERUGIA – Una accesa tavola rotonda sul tema dell’informazione e legalità si è tenuta, ieri, presso il Palazzo della Provincia di Perugia.
L’evento si è tenuto nell’ambito del progetto “Legalmente. Punti fermi sulla strada della nostra responsabilità”, promosso dalla Provincia di Perugia in particolare dall’assessorato alle politiche culturali, sociali, politiche giovanili e istruzione, presieduto da Donatella Porzi.
Di “Informazione e legalità” ha parlato Giorgio Dell’Arti, giornalista, editorialista e scrittore che ha proposto, ai ragazzi del liceo classico Mariotti e del liceo tecnico Capitini, un excursus sulla nascita del giornalismo e sul suo ruolo attuale. All’incontro hanno partecipato Donatella Porzi, Gemma Paola Bracco (consigliera di parità della Provincia di Perugia), Antonio Reppucci (prefetto di Perugia), Marco Brunacci (direttore de “Il Messaggero” dell’Umbria), Giuseppe Castellini (direttore del Giornale dell’Umbria), Riccardo Regi (vice direttore del Corriere dell’Umbria) e Roberto Conticelli (direttore de “La Nazione” Umbria). A coordinare l’incontro Maurizio Terzetti in collaborazione con Maddalena Santeroni.
“L’informazione – ha detto Porzi – è una parte importante della Stato. Anche voi ragazzi fate continuamente informazione attraverso i social network e ogni volta che lo fate, dovete chiedervi se lo state facendo bene e senza ledere nessuno. Parlare di temi così importanti con i ragazzi è essenziale sono loro il nostro futuro”.
Gemma Paola Bracco ha ricordato che l’informazione va affrontata sviluppando senso critico, senza affondare nelle differenze di genere, come è successo nel caso della presidente della Camera dei deputati, Boldrini.
“Fare un’informazione corretta – ha ricordato Dell’Arti – non è facile, oggi la libertà di stampa è abbastanza assoluta, ma spesso si scontra con la libertà assoluta della magistratura. Voglio dire che quando di parla di processi e di giustizia, le fonti che vengono usate dai giornalisti sono i magistrati che spesso veicolano le informazioni fornendole a questo e a quel giornalista creando la notizia. Il problema è che con il tempo si è fortemente limitata la libertà dei giornalisti di indagare, portando gli stessi a riportare quanto dicono i magistrati. La libertà di stampa è limitata da questo comportamento ricorrente”.
Il prefetto Reppucci ha sottolineato come ci sia stato un aumento della microcriminalità in ogni parte d’Italia, non solo a Perugia, e che questo non va enfatizzato come spesso fanno i giornali. Chiara e perentoria è stata la risposta dei giornalisti presenti hanno spiegato come Perugia veda un aumento dello spaccio e della microcriminalità importante negli ultimi anni. La percezione della sicurezza non dipende dal grave fatto di cronaca, come l’omicidio Meredith, ma dai piccoli furti, borseggi e micro spaccio che avviene sotto gli occhi dei cittadini.
“Quando parliamo di criminalità – ha affermato Regi –  le nostre prime fonti sono i  cittadini che si rivolgono ai giornali per denunciale quel degrado dilagante non li rende insicuri nel vivere serenamente la propria città”. Alla fine dell’incontro alcune studentesse hanno dichiarato di avere difficoltà a  muoversi da sole nella città per paura di essere aggredite o derubate.