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“Cari giornalisti, siate a servizio della speranza”

Mons. Giuseppe Fiorini Morosini

+ p. Giuseppe Fiorini Morosini

REGGIO CALABRIA – Carissimi giornalisti, carissimi operatori della comunicazione, Vi scrivo questa lettera nella festa di San Francesco di Sales, Patrono dei giornalisti e degli operatori dei media. In tale occasione è consuetudine che il Santo Padre pubblichi il Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che quest’anno sarà celebrata domenica 1 giugno.
Il tema del messaggio è Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro. Leggendolo, ho pensato al vostro lavoro in questo momento particolare della nostra Città, e perciò all’impegno comune che possiamo mettere per la soluzione dei nostri problemi, per la quale la comunicazione può fare davvero molto.
Nonostante la nostra società sia fortemente connotata dalla cultura della comunicazione, non possiamo nasconderci che, a volte,  la stessa comunicazione diventa un problema, nel senso che ad un maggior numero di mezzi non sempre corrisponde una comunicazione più efficace.
Come rigenerare allora, oggi, la capacità di comunicare? Papa Francesco indica la via dell’incontro. Il bisogno di essere più uniti, oltrepassare i muri, comporre le differenze è un’autentica emergenza anche nella nostra Reggio. Proprio per questo, come giornalisti, siete chiamati a dare il massimo perché la situazione attuale trovi presto soluzione.
Rapportandosi alle parole del Santo Padre, sarebbe bello per voi riassumere ancora una volta, responsabilmente, il ruolo di uomini e donne dell’informazione a servizio della collettività e del bene comune; soprattutto a servizio della speranza. Senza trascurare il servizio da rendere all’informazione, alcune volte è inutile accontentarsi di scovare responsabili, analizzare cause, percorrere e ripercorrere identiche storie, occorre invece insistere sulla speranza, che ci fa respirare aria di futuro.
Non c’è solamente una Città che soffre, c’è, soprattutto, una Speranza che nasce: e i segnali sono già tanti. C’è solo bisogno che tali segnali vengano raccontati e presentati all’opinione pubblica.
Vorrei che si guardasse così anche alla Chiesa, non perché timoroso delle notizie negative che possono riguardarla, ma per invitarvi a guardare anche al bene che in essa con impegno e generosità viene prodotto, soprattutto in termini di speranza.
Un particolare segno di questa azione di speranza che come Chiesa vogliamo compiere è, come ben sapete, il prossimo Sinodo dei Giovani attorno al tema: Fede è Speranza. Il futuro che noi vogliamo. Con esso la nostra Arcidiocesi vuole porsi in ascolto dei giovani per cogliere i segni e i semi della Speranza che nasce. Sarà un Sinodo preparato e celebrato dagli stessi giovani. Quanto ci diranno sarà oggetto di riflessione per la Chiesa, anzitutto, ma anche, mi auguro, per tutta la società.
Carissimi giornalisti, vi invito ad essere parte viva di questo Sinodo. Certamente voi lo racconterete; ma non basta. Vi invito a viverlo  in prima persona.
A breve ci incontreremo per condividere i tempi, le tematiche e le modalità del cammino Sinodale, che attende la Chiesa di Reggio – Bova.
Sono sicuro che, insieme, troveremo la strada migliore per dar vita ad una cronaca della Speranza che faccia rifiorire la Cultura dell’Incontro. Anche per questo ci affidiamo all’intercessione di San Francesco di Sales, vostro Patrono. Di cuore vi benedico.