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Datagate: gli Stati Uniti ammettono di avere esagerato

Barack Obama

ROMA – Il segretario di Stato Usa, John Kerry, ammette: “In certi casi gli Stati Uniti nella loro attività di intelligence sono andati troppo lontano. E dobbiamo assicurarci che questo non accada più in futuro”. Intanto secondo fonti dell’amministrazione il presidente, Barack Obama, ha bloccato le intercettazioni alle sedi del Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale. L’Nsa smentisce di aver tenuto sotto controllo il Vaticano, Google e Yahoo!
Ieri intanto il premier Enrico Letta ha conferito all’Autorità Delegata e ai responsabili del Sistema di informazioni per la Sicurezza della Repubblica il mandato di proseguire l’attività di verifica e di contribuire fattivamente alle iniziative internazionali per l’elaborazione di una nuova cornice di leale collaborazione fra servizi di intelligence.
L’Italia sostiene le iniziative internazionali in ambito Ue finalizzate a ridefinire, dopo la vicenda Datagate, i protocolli di collaborazione con gli Usa. Dopo l’esplosione del caso Datagate, inoltre in Italia prosegue una duplice attività da parte degli organismi di intelligence: di verifica e di tutela del sistema Paese, sia per quanto riguarda la sicurezza delle infrastrutture, sia con riferimento alla privacy dei cittadini: è quanto sarebbe emerso nel corso della riunione del Cisr, il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica.
Nel corso della riunione del Cisr, presieduta dal premier Enrico Letta, è stata tra l’altro riconfermata – secondo quanto si apprende – la lealtà e affidabilità degli organismi di intelligence italiani, coordinati dal Dis, il Dipartimento per le informazioni della sicurezza.
Le ambasciate australiane in almeno otto paesi dell’Asia-Pacifico sono usate segretamente, all’insaputa degli stessi diplomatici, per intercettare telefonate e dati, condividendo le informazioni con la National Security Agency (Nsa), l’agenzia al centro delle rivelazioni del suo ex analista Edward Snowden, ora in esilio in Russia. Lo conferma un ex funzionario dell’intelligence militare australiana, come riferisce oggi in prima pagina il Sydney Morning Herald.
Gli Stati Uniti avrebbero intercettato anche le telefonate del Vaticano, in particolare quelle del Conclave che ha portato all’elezione di papa Bergoglio e dello Ior. Lo scrive il settimanale Panorama.
La Nsa americana ha smentito di aver mai preso di mira il Vaticano. “Non ci risulta nulla su questo tema e in ogni caso non abbiamo alcuna preoccupazione in merito”, ha detto padre Federico Lombardi, capo della sala stampa vaticana.