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“Mafie in pentola”: tutto il “buono” della Calabria

Andrea Guolo e Tiziana Di Masi

BOVA (Reggio Calabria) – Sabato prossimo, 7 settembre, alle ore 21.30, andrà in scena a Bova Antica (piazza del Municipio; ingresso gratuito), nell’ambito della seconda Festa regionale di Slow Food Calabria, lo spettacolo “Mafie in pentola. Libera Terra, il sapore di una sfida”, scritto dal giornalista Andrea Guolo (segretario dell’Arga Emilia Romagna) e interpretato da Tiziana Di Masi.
La pièce è il racconto di un viaggio all’interno delle cooperative di Libera Terra dove, sui terreni un tempo in mano alle mafie, è nata una “bella economia” i cui cardini si chiamano agricoltura biologica, qualità, lavoro e rispetto delle leggi.
“È uno spettacolo – fanno notare Guolo e Di Masi, tra l’altro novelli sposi, – che si fonda sulla speranza e sulla rinascita, perché la terra non smette mai di rigenerarsi, basta concederle la possibilità”.
I prodotti di Libera Terra, dai terreni confiscati alle mafie, saranno oggetto di una versione speciale dello spettacolo, interamente dedicato ai gioielli enogastronomici coltivati dalle cooperative calabresi sorte nei terreni confiscati ai clan della ‘ndrangheta.
Spazio dunque, nel racconto e nell’interpretazione di Tiziana Di Masi – che queste storie le sta facendo conoscere da tre anni in tutta Italia – all’olio Evo di varietà Ottobratico e Sinopolese della cooperativa Valle del Marro, al pesto di peperoncino “extrapiccante” in olio extravergine di oliva, ai filetti di melanzane violette lunghe e a un caffè davvero “speciale”, come lo sanno fare soltanto in Calabria…
Ed ecco che nella Piana di Gioia Tauro, dagli ulivi abbattuti dalla ‘ndrangheta per ricavarne legname e non cederlo alle cooperative, si originano quei polloni che daranno l’olio della speranza; ecco i vigneti bruciati dalla sacra corona unita in Puglia che tornano a fiorire e a regalare un grande vino; ecco in Sicilia l’affermazione di un’agricoltura che rompe il muro delle regole mafiose e versa finalmente i contributi ai lavoratori.
È uno spettacolo sul gusto e su alcune tra le eccellenze del nostro settore agroalimentare. Con un’interpretazione capace di sfumare dal drammatico al brillante e attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico, chiamato sul palco ad assaggiare i prodotti, non “chiude” lo stomaco dello spettatore, bensì stimola la sua “fame” di legalità e di cose buone. Il cibo si fa memoria e occasione di riscatto sociale.