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“Pensioni d’oro”: Pierluigi Franz scrive al direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, smentendo il prof. Michele Ainis

“Anche autorevoli costituzionalisti qualche volta sbagliano”

Pierluigi Franz

ROMA –  Nell’articolo “Pensioni d’oro, risolvere lo strano caso non è difficile”, pubblicato oggi sul Corriere della Sera, il professor Michele Ainis è incorso in un evidente quanto involontario lapsus quando afferma che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 116/2013 in vigore da oggi ha cancellato i balzelli dei Governi Berlusconi e Monti che colpivano le pensioni pubbliche superiori ai 90 mila euro lordi l’anno.
Secondo il professor Ainis la Consulta sarebbe giunta a questa conclusione proprio perché “a soffrirne erano i pensionati pubblici”, mentre erano state lasciate ingiustamente “indenni le altre categorie previdenziali”.
Purtroppo, però, anche autorevoli costituzionalisti come il professor Ainis qualche volta sbagliano. Infatti, la conclusione che, purtroppo, lo ha indotto nell’equivoco, secondo cui “a soffrirne erano i pensionati pubblici”, non è della Consulta, ma della Corte dei Conti della Campania.
La Corte Costituzionale ha inequivocabilmente bocciato questa erronea interpretazione proprio perché il taglio delle pensioni superiori ai 90 mila euro lordi l’anno colpiva indiscriminatamente sia tutti i pensionati pubblici, sia tutti i pensionati privati (proprio per questo motivo il Gruppo Romano Giornalisti Pensionati era intervenuto in giudizio a palazzo della Consulta), mentre lasciava ingiustamente indenni tutte le altre categorie di cittadini a parità di reddito con violazione degli articoli 3 e 53 della Costituzione, cioè “del principio dell’uguaglianza attraverso un’irragionevole limitazione della platea dei soggetti passivi, e della progressività del sistema tributario”.
In altri termini, secondo la Consulta, solo se fossero stati contestualmente colpiti anche tutti gli altri contribuenti italiani a parità di reddito (lavoratori dipendenti pubblici e privati, manager, lavoratori autonomi, liberi professionisti, negozianti, artigiani, atleti, calciatori, allenatori, piloti, ecc.) sarebbe stato legittimo il taglio delle pensioni pubbliche e private di importo superiore ai 90 mila euro lordi l’anno, che alcuni organi di informazione hanno impropriamente definito “d’oro”, pur in presenza di versamenti di sostanziosi contributi per 40-45 e persino 50 anni o addirittura superiori.

Pierluigi Franz
Presidente del Gruppo Romano Giornalisti Pensionati

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