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Magellano Pa, la Bussola della Trasparenza dei siti web

REGGIO CALABRIA – In Italia c’è una legge, il codice dell’amministrazione digitale – Cad –, che non viene rispettata nella stragrande parte della pubblica amministrazione, o meglio è ancora poco applicata.
Poi, altra legge di Stato, ci sono le Linee Guida per i siti web della Pubblica Amministrazione, conosciute da una sparuta minoranza di addetti ai lavori. Come si dice, sono leggi sulla carta.
Alla faccia dello sforzo immane dello Stato di voler digitalizzare la propria burocrazia ed erogare servizi solo on line, così da risparmiare tonnellate di carta e risorse finanziarie.
“E chi lo dice?”, direbbe l’amico Gino. “Te lo dimostro presto”, è la risposta. Il Governo centrale, attraverso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e per essa il Ministero per la Pubblica Amministrazione e la semplificazione, ha attivato un innovativo strumento per orientare e monitorare l’attuazione delle Linee Guida per i siti web nelle Pubbliche Amministrazioni.
Si chiama “MagellanoPA”, dal nome del grande navigatore portoghese Ferdinando che esplorò da cima a fondo la nostra terra, colui che, dice Wikipedia, nel ‘500  intraprese la prima circumnavigazione del globo e dimostrò nei fatti che la Terra è una sfera.
Il sito web “Magellano PA”, al momento in versione beta, sperimentale, è diventata una “bussola” sul tipo di trasparenza e di efficaci servizi al cittadino attuati nelle migliaia di enti pubblici diffusi nel nostro territorio. Principale obiettivo della strepitosa “Bussola della Trasparenza” è di accompagnare le amministrazioni, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, nel miglioramento continuo della qualità delle informazioni on-line e dei servizi digitali.
Forse non molti ci crederanno, ma dal 2014 sarà obbligo della Pubblica Amministrazione erogare i servizi attraverso il web: computer, telefonino, televisione, eccetera. Ne sanno già qualcosa i dipendenti pubblici ed i propri medici – salvo alcune eccezioni – che hanno l’obbligo di inviare online il certificato di malattia, essendo bandita la carta. Oppure quanti intendono cambiare residenza: un clic, in autocertificazione e possedendo i motivi validi, compili il format sul sito del Comune di Milano, ed oplà tempo 24 ore hai lasciato Reggio Calabria e ti sei trapiantato in terra lombarda per lavorare.
Il sito web della Pubblica Amministrazione sta diventando uno strumento importantissimo, centrale nella vita pubblica. Il Governo italiano che ha sottoscritto e fornisce la sua parte di fondi per mantenere in vita l’Agenda Digitale Europea, ha tutto l’interesse che i siti web siano efficienti e funzionali, e poiché non tanti lo sanno, si sforza di diffonderne l’uso e la conoscenza. E “Magellano” vuole essere di grande aiuto in questo cammino di progresso.
Cosicché il bravo comunicatore che ha realizzato l’homepage, con “Cosa puoi fare?” ha indicato al visitatore tre possibilità. La prima, “se fai parte di una pubblica amministrazione” consente  di verificare on-line, in tempo reale, il sito della tua Pubblica Amministrazione analizzandone i risultati, eccetera.
La seconda, “se sei un cittadino”, “puoi verificare il sito del tuo comune, capire quanto è trasparente sul web, effettuare statistiche in tempo reale, vedere le classifiche”. L’ultima delle tre strade, è riservata anche al giornalista accomunato allo studioso: “Se sei uno studioso o un giornalista puoi scaricare i dati in tempo reale per il tuo lavoro, per studi e ricerche, per effettuare statistiche, per verificare i siti web e per consultare i contenuti di determinate sezioni”.
Abbastanza curioso, cliccando nello spazio della ricerca “ministero per la pubblica amministrazione”, ispiratore e finanziatore di Magellano, si trova subito la sconfortante risposta colorata in rosso di allarme, “amministrazione non presente in archivio”. Abbiamo sbagliato chiave d’accesso? Cliccando nel menù a tendina “Presidenza del Consiglio dei Ministri”, troviamo l’analisi del sito generale di www.governo.it – per trovare il ministero per la PA occorre andare ad altro sito, esterno a quello del governo, e così non soggetto al monitoraggio forse per riservatezza istituzionale! – ed il confortante risultato di 31 su 32 “indicatori soddisfatti”.
Non è soddisfatto, e il motivo è ovvio, l’indicatore riservato ai “Dati concernenti consorzi, enti e società di cui le pubbliche amministrazioni facciano parte”. Torniamo indietro allora, e clicchiamo sulla sezione statistiche con l’obiettivo di conoscere quanti siti, a livello territoriale, rispettino l’indicatore “pubblicazione di messaggi di informazione e di comunicazione”.
La classifica che ne deriva, indica al primo posto il territorio regionale dell’Emilia Romagna (91,33 per cento) che, su un totale di 369 siti istituzionale, ben 337 contengono messaggi  di informazione e comunicazione. Ultimo posto per il Trentino Alto Adige (54,69 per cento), con 169 siti adempienti su 309.
Ma quando andiamo alla sezione statistiche per verificare i siti istituzionali degli enti Regione, l’Emilia precipita in fondo classifica: solo 4 su 41 indicatori soddisfatti. Mentre balza in vetta il sito della Regione Sardegna, comunque al primo posto con un non brillante 60,98 di media percentuale perché soddisfa 25 indicatori su 41. E’ seguita dalla Regione Lazio con 16 indicatori rispettati, e la Toscana con 14.
Fuori classifica la Lombardia con uno 0 tondo di indicatori che rispettano le Linee Guida sui siti web emanate nel 2010 dall’allora ministro Renato Brunetta. Messe a confronto Sardegna e Lombardia, se entrambe le Regioni prima ed ultima di classifica non presentano i bilanci online, la Regione dei fascinosi Nuraghi indica l’indirizzo Pec, i bandi di concorso, i nomi ed i curricula dei propri dirigenti e le relative retribuzioni, ed i tassi di assenza e maggiore presenza dei dipendenti. La Sardegna rispetta l’indicatore dei messaggi di informazione, e – secondo Magellano – la Lombardia invece no.
Meglio il confronto infine, tra Sardegna e Piemonte. La Regione Piemonte è vero che ha dodici bollini verdi e gialli ed il resto è profondo rosso, ma presenta i bilanci online e l’organigramma del personale, mentre cade nella piena insufficienza per i messaggi di informazione istituzionale. E sul dato della informazione nei siti web  istituzionali è bene fare dopo, un altro approfondimento perché è spaventoso il dato che sui circa 50 mila enti che compongo la Pubblica Amministrazione italiana, gli uffici stampa pubblici siano al massimo poco più di 500.
Continuando a navigare su MagellanoPa le sorprese non mancano, e lo sconforto è altrettanto alto sullo stato di salute “digitale” della nostra burocrazia. Tutto questo però, accade oggi. Essendo un mondo in continua evoluzione, può darsi che domani la situazione migliorerà. http://www.magellanopa.it/bussola [1]