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Una legge vendicativa verso tutti i giornalisti

Edmondo Bruti Liberati

ROMA – L’ordinanza di carcerazione per Sallusti è un passaggio inaccettabile di una procedura che ancora non può considerarsi conclusa. Le parole sagge del Capo della Procura di Milano, Bruti Liberati, rassicurano sulle risorse di cui ancora dispone la giustizia. Ma la politica, che pure dice di considerare incivile il carcere per il reato di diffamazione a mezzo stampa, dovrebbe riflettere ed essere coerente.
Se, invece, sotto il pretesto di una norma per evitare il carcere a Sallusti, insisterà nel tentativo di varare una legge vendicativa verso tutti i giornalisti, sappia che troverà la stessa opposizione che ha incontrato nei tentativi di legge-bavaglio sulle intercettazioni.
Non ci può essere alcuno scambio sulla libertà di espressione e sul diritto-dovere di cronaca: non si possono accettare norme intimidatorie e censorie, come sarebbero quelle che vogliono raddoppiare le pene civili e penali e cancellare le tutele dell’autonomia professionale nella ricerca e nella verifica di notizie di pubblico interesse per i cittadini.
Con le norme in dirittura di arrivo in Senato, Ester Castano, la cronista precaria de “L’Altomilanese”, oggi sarebbe forse ridotta all’indigenza e sicuramente privata della possibilità di porre domande scomode, mentre un politico inquisito per ipotesi di collusione con la malavita rimarrebbe tranquillamente in attività.
Dietro i casi Sallusti, così come dietro ipotesi di norme ad personam contro Milena Gabanelli, ci sono minacce intollerabili, ed è gravissimo che possano trovare un qualche credito in Parlamento. I giornalisti devono fare i conti con i propri doveri professionali, ma non possono essere presi a scudo per vendette del ceto politico. Solo con una legge liberale una politica malridotta può riscattare una legislatura opaca.