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La presidente della Commissione Antimafia Europea, Sonia Alfano, ricorda il giornalista che indagava su politica e camorra

“Siani ucciso perché scelse di abbattere il muro di omertà”

Sonia Alfano

Giancarlo Siani

PALERMO – “In Italia e nel mondo, a ventisette anni dalla morte di Giancarlo Siani, si continuano a registrare dati allarmanti sulla libertà di stampa e sulle minacce ai giornalisti”. Lo ha detto l’eurodeputata Sonia Alfano, presidente della Commissione Antimafia Europea, ricordando il ventisettesimo anniversario dell’uccisione del giornalista napoletano Giancarlo Siani.
“Giovanissimo cronista ucciso dalla camorra nel 1985 – ricorda Sonia Alfano – non si piegò alle intimidazioni e non tirò mai indietro la propria penna di fronte al pericolo. Era ancora un ragazzo quando scelse tra essere uno scribacchino come tanti o un «giornalista-giornalista», abbattendo il muro d’omertà eretto dall’informazione nei confronti della camorra e della politica collusa con essa”.
La presidente della Commissione Antimafia Europea sottolinea che Giancarlo Siani “credeva profondamente nel valore e nell’ideale della verità a tutti i costi: gli costò la vita. Sarebbe una gravissima colpa dimenticare con quanta caparbietà e quanto coraggio continuò a combattere il sistema criminale che ammorbava l’aria di Napoli e dintorni. E’ ad esempi come il suo che dovrebbe ispirarsi chi vuole offrire un servizio di informazione vera ai cittadini, specie in un Paese come il nostro dove è troppo spesso vilipesa e avvelenata da pressioni e forzature di ogni genere”.

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