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Tabloidgate: i primi 8 indagati rischiano 2 anni

Rebekah Brooks e Rupert Murdoch

Andy Coulson

ROMA – Rischiano, al momento, fino a due anni di reclusione e una multa, i primo otto indagati per lo scandalo sulle intercettazioni, phone hacking, del tabloid inglese “News of the World” del gruppo Murdoch. Sono i primi a comparire in tribunale, dopo che Scotland Yard ha riaperto la sua indagine nel gennaio 2011 chiamata Operazione Weeting.
Nel processo, davanti alla Corte di Westmintser, iniziato il 16 agosto scorso, sono imputati: l’ex portavoce del primo ministro Cameron, Andy Coulson, l’investigatore privato Glenn Mulcaire e sei ex dipendenti di “News of the World”: Stuart Kuttner, ex caporedattore del News of the World, Ian Edmondson, ex assistente al montaggio delle news, Greg Miskiw, ex editor news, Neville Thurlbeck, ex caporedattore e James Weatherup, ex vice caporedattore. Tutti, ad eccezione di Mulcaire, sono accusati di cospirazione, per aver intercettato i messaggi vocali di personaggi noti tra il 2000 e il 2006.
La Procura della Corona, in luglio, ha detto che più di 600 persone, tra cui la studentessa tredicenne assassinata Milly Dowler e l’attore Jude Law, sono stati vittime di hacking nella loro segreteria. Ma anche dipendenti della casa Reale inglese, Beckham, Paul McCartney e star come Brad Pitt.
Coulson, Kuttner, Miskiw, Thurlbeck e Mulcaire devono rispondere anche dell’accusa specifica di aver cospirato illegalmente per ascoltare messaggi vocali relativi alla Dowler. I sette dipendenti di News International hanno detto che intendono contestare vigorosamente le accuse. Ma non sono i soli indagati, alla sbarra anche Rebekah Brooks “la rossa”, Chief Executive di News International.
Lo scandalo delle intercettazioni telefoniche illegali, fatte dai giornalisti di “News of the World”, ha portato in carcere 50 persone. Tra gli arrestati, il responsabile delle pagine reali del “The Sun”, nuove denunce per intercettazioni illegali e il sospetto di casi anche in America, uno a Hollywood e un big dello sport.
La procura della Corona ha formalizzato 19 capi di accusa relativi agli hackeraggi del News of the World, I reati contestati vanno dal 2000 al 2006 e coinvolgono ben 600 vittime. Nel calderone del gossip finirono politici come Cameron e Gordon Brown, calciatori come Beckham e Wayne Rooney, star hollywoodiane come Brad Pitt e Angelina Jolie, l’ex Beatles, Paul McCartney, reali come il principe Carlo, Camilla, il principe Williams, il principe Harry ed infine anche la regina Elisabetta.
Una catena infinita finché lo scandalo esplose quando fu pubblicata la notizia che alcuni giornalisti di “News of the World” avevano intercettato il cellulare di Milly Dowler, la studentessa tredicenne assassinata nel 2002. Un’inchiesta che ha provocato quasi mille e duecento vittime, secondo Scotland Yard. Cui si aggiunge il crollo delle azioni delle sue imprese in Borsa.
Un colpo, la morte improvvisa di Sean Hoare, l’ex giornalista di  “News of the World” che accusò il portavoce di David Cameron, anche se Scotland Yard sostiene che la morte non è da classificarsi come omicidio.
Il gruppo di Rupert Murdoch è accusato di essersi servito di intercettazioni telefoniche per scoprire dettagli privati e piccanti, sulla vita dei vip ma anche delle persone più comuni d’Inghilterra. Sesso, scandali e gossip, avevano fatto de il “News of the World”, il settimanale britannico più venduto e temuto. Il pubblico, soprattutto quello femminile, predilige storie di gossip, inganni e tradimenti trovandoli così stimolanti da comprare sempre più copie. Più la gente compra, più Murdoch si arricchisce. La testata si serviva di intercettazioni illegali per il suo tabloid per allargare il suo giro d’affari, fino ad acquistare il “Dow Jones” prima, e successivamente il “Wall Street Journal”.