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Per il segretario generale del sindacato, Franco Siddi, la crisi dell’informazione rischia un’insostenibile deriva sociale

La Fnsi chiede un “operoso confronto” col Governo Monti

Mario Monti

Franco Siddi

CATANIA – “La crisi dell’industria dell’informazione non ha precedenti e rischia di determinare una insostenibile deriva sociale ma, soprattutto, di impoverire quel pluralismo di voci, che costituisce elemento centrale ed essenziale della vita democratica”.
Dalla Sicilia, dopo l’incontro con realtà in estrema difficoltà e giornalisti impegnati in frontiera, molto preparati ma dalle gravi incertezze per il futuro del lavoro, il segretario della Fnsi, Franco Siddi, lancia un appello su questi temi e per “un operoso confronto sociale del Governo Monti”.
“Le prospettive per l’immediato futuro – aggiunge Siddi – appaiono altrettanto negative con il rischio di un’esplosione ingovernabile che avrebbe, tra l’altro, riflessi devastanti sull’intero impianto di welfare della categoria giornalistica”.
Secondo il segretario della Fnsi “sono più che mai urgenti interventi legislativi e amministrativi, scelte di Governo e Parlamento che affrontino il nodo dei conflitti d’interesse, favoriscano l’innovazione, garantiscano il pluralismo e creino le condizioni per una competitività reale nel sistema dell’informazione. La questione si pone in eguale misura sia per l’area dell’informazione radiotelevisiva, sia quella cartacea”.
“Mentre si accinge a completare la squadra di governo con la nomina dei sottosegretari, e vi è naturale attesa per l’impatto delle scelte su editoria, sviluppo e welfare – osserva Siddi – al presidente Monti si guarda anche per le iniziative possibili e da collocare nella visione di una nuova prospettiva che abbia per assi il pluralismo, la declinazione degli interventi pubblici e gli indirizzi per una nuova Rai da recuperare all’interesse di tutti i cittadini, per la liberazione del mercato televisivo e pubblicitario dalle norme che hanno generato il ministero degli squilibri e degli oligopoli, per le garanzie per l’esercizio dell’autonomia professionale dei giornalisti nell’ottica di un diritto all’informazione che è dei cittadini”.
Secondo il segretario della Fnsi sono anche “indispensabili misure urgenti, sul fondo dell’attuale legge dell’editoria, da anni in attesa di riforma, per la transizione e per impedire la chiusura di decine di testate di idee, territoriali o pubblicate all’estero, nonché di decine di televisioni locali oggi strangolate dal duo-tripolio del settore. C’è un perimetro di libertà e di lavoro qualificato che è risorsa del Paese”.
“Il sindacato dei giornalisti – ricorda Siddi – riceve ogni giorno nuovi Sos da tutte le parti d’Italia, da giornali e da tv locali (dal Sud, dalla Sicilia e dalla Puglia i più recenti e acuti allarmi), per le quali il mercato non si è aperto ma ristretto con il caotico passaggio al digitale terrestre”.
“Il sindacato dei giornalisti – ribadisce Siddi – sta al merito delle cose. Da tempo è, infatti, impegnato sul terreno dell’innovazione e dell’ammodernamento del sistema, per scelte di rigore e di giustizia, non di mera assistenza”.
Per questo, spiega Franco Siddi, “la Fnsi ritiene che un tavolo di valutazione con il nuovo sottosegretario o viceministro all’Editoria e alle Comunicazioni, ma anche con il ministero dello Sviluppo economico e del Welfare, per un confronto leale con il mondo delle imprese del settore sia indispensabile e urgente per impedire un tracollo per tutte le voci non commerciali e per innestare un processo virtuoso di sviluppo”.
“Alla Fnsi non è estranea la consapevolezza dei cambiamenti e della delicata condizione dei conti pubblici – conclude Siddi – l’auspicio è che si possano finalmente creare le condizioni di competitività reale nell’editoria e nel mercato della televisione, per uscire dai recinti di pura protezione, accompagnando questo disegno con misure idonee di sostenibilità”. (Ansa)

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