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Presunto spionaggio dei dipendenti della Coop Lombardia: telefonate pubblicate dal quotidiano Libero

Belpietro indagato per le intercettazioni illegali

Maurizio Belpietro

MILANO – Come per l’inchiesta sui dossier illegali commissionati dalla security di Telecom e Pirelli, anche per quella sul presunto spionaggio dei dipendenti della Coop Lombardia la Procura di Milano ha chiesto la distruzione degli atti, in questo caso le telefonate intercettate illecitamente, in base alla legge varata subito dopo lo “scandalo” dei report confezionati su richiesta dell’allora capo della sicurezza della società di telecomunicazione, Giuliano Tavaroli.
Così, sulla scorta di questo precedente, la pm milanese Francesca Celle, titolare dell’inchiesta che, come ha riportato sabato Repubblica, è stata chiusa di recente, ha chiesto al gip Simone Luerti di distruggere quelle telefonate personali, carpite in particolare al direttore della coop di Vigevano e poi pubblicate anche sul quotidiano Libero.
La giudice ha fissato l’udienza per il prossimo 25 ottobre. L’indagine, appena conclusa in vista della richiesta di rinvio a giudizio, riguarda l’ex responsabile della sicurezza del colosso cooperativo della distribuzione, Massimo Carnevali, un investigatore privato, e un cronista e il direttore di Libero, Maurizio Belpietro, per aver pubblicato “conversazioni telefoniche registrare fuori dai casi previsti dalla legge”.
Secondo l’ipotesi accusatoria Carnevali, nel 2004, avrebbe studiato, per conto di Coop Lombardia, un piano per registrare le conversazioni dei dipendenti in entrata e in uscita. Il progetto, affidato per la parte tecnica a un investigatore e che prevedeva il “controllo” di una cinquantina di punti vendita, sarebbe stato sperimentato nel 2007 ma poi archiviato tre anni dopo.
La Coop, quando la vicenda venne a galla sulla stampa, comprò una pagina sui principali quotidiani per prendere le distanze dal piano di Carnevali, mentre il direttore della filiale di Vigevano denunciò  tutto alla magistratura.

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