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Giornalismo: in Italia l’etica è un optional

MILANO – C’é scarsa attenzione verso i principi etici nel giornalismo italiano: è quanto emerso in una doppia indagine svolta dall’istituto AstraRicerche che ha coinvolto un campione di 1035 italiani fra i 15 e i 70 anni e un campione di 1.085 giornalisti iscritti agli Ordini della Lombardia e del Veneto.
Sono proprio gli stessi professionisti dell’informazione a essere molto più critici (e autocritici) della popolazione sulla diffusione dei comportamenti propri del giornalismo etico in Italia, che è nulla o bassa per l’81% dei giornalisti veneti e per l’84% di quelli lombardi, mentre la percentuale scende al 53% per quanto riguarda i cittadini intervistati.
Una conferma della forte insoddisfazione circa gli attuali standard etico-professionali del giornalismo italiano si ricava dalle valutazioni degli intervistati circa il grado di eticità nel comunicare di diversi soggetti: in una scala da 1 a 10, solo Internet (voto medio 6.7) e la radio (voto medio 5.9) godono di un giudizio accettabile. Tutti gli altri media non ottengono un’approvazione sufficiente, con gli ultimi posti occupati dalla tv pubblica (4.7) e da quella privata (4.6). E il giudizio negativo si estende anche anche a tutti i soggetti coinvolti nella comunicazione, dai giornalisti (5.1), agli addetti delle agenzie di relazioni pubbliche (voto 4.9), dagli editori (4.8) alle istituzioni (Stato, Regioni ed enti locali, 4.8).
E’ stato poi chiesto quali attività e azioni andrebbero realizzate per accrescere l’etica del giornalismo in Italia e sia il campione di italiani 15-70enni sia quello di giornalisti ha dato come prima risposta l’applicazione delle norme che già ci sono, seguita dalle sanzioni economiche come la sospensione delle sovvenzioni alle testate che hanno comportamenti non etici e da una migliore formazione dei futuri giornalisti.
I risultati delle indagini sono stati presentati nel convegno “Il futuro del giornalismo. Etica e professione” organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, a cui hanno partecipato Pier Gaetano Marchetti, presidente Rcs Mediagroup, Roberto Napoletano, direttore de Il Sole 24 Ore, Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, Luca Telese, giornalista del Fatto quotidiano, Annamaria Testa, pubblicitaria, docente alla Bocconi e Massimo Tafi, presidente di Mediatyche.