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Presentato a Palermo il libro della figlia del sociologo e giornalista ucciso dalla mafia a 46 anni

Maddalena Rostagno: “Storia di mio padre”

Maddalena Rostagno

PALERMO – E’ stato presentato a “Casa Natura”, nel parco della Favorita di Palermo, il libro “Il suono di una sola mano. Storia di mio padre Mauro Rostagno”, scritto da Maddalena Rostagno e Andrea Gentile (edizioni Il Saggiatore).
“La lotta alla mafia è gioia di vivere”, sosteneva Rostagno, e, “soprattutto per questo, il sociologo (e giornalista, ndr) venne ucciso – scrive Michele Serra nella prefazione del libro – perchè la mafia odia chi è così sfacciatamente migliore di lei”.
Il volume racconta con una ricostruzione minuziosa gli anni della militanza, le denunce, i depistaggi, fino all’infamante accusa di attribuire l’omicidio alla compagna Chicca Roveri, finita in carcere a san Vittore il 22 luglio del 1996.
“La pista mafiosa viene frettolosamente abbandonata per farlo apparire un ‘delitto di corna’”, ricorda la figlia.
“Perchè la gente dovrebbe ribellarsi alla mafia? – chiede in un’intervista del 29 settembre 1988 il procuratore della Repubblica Antonino Coci – la mafia qui ha portato soldi, benessere, lavoro e tranquillità”.
Di colpo svaniscono le coraggiose denunce fatte da Mauro Rostagno dai microfoni dell’emittente trapanese “Rtc” sugli affari sommersi di una provincia che in quegli anni conterà 120 finanziarie, 150 istituti di credito e 89 sportelli bancari, con una percentuale superiore a tutta Italia.
“Per anni ho cercato di dimenticare, non ho letto le carte giudiziarie e ho chiuso gli occhi – racconta Maddalena – L’unica cosa che volevo non potevo riaverla”.
Poi, però, la voglia di verità prevale, Maddalena incontra don Ciotti e il gruppo Abele.
“Di notte studiavo le carte giudiziarie. Come da giovani si imparano a memoria le poesie di Leopardi o Ungaretti, per me si aprivano citazioni ben più aspre; imparavo le parole pronunciate dai mafiosi, assorbivo il linguaggio giudiziario, freddo e respingente”.
Per ottenere giustizia promuove insieme all’associazione “Ciao Mauro” una raccolta di firme: in meno di un anno ne arrivano 10mila.
A 23 anni dalla morte il processo viene aperto, Maddalena ricorda l’emozione alla vista della piazza di Trapani invasa da persone e associazioni che si sono costituite parte civile (9 richieste verranno accolte, 13 respinte).

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