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Il segretario della Fnsi, Franco Siddi, bacchetta il Governo e richiama agli impegni assunti da Bonaiuti

Lavoro nei media: non è più tempo di Minculpop

Franco Siddi

ROMA – Va certamente bene se il Governo decide di lavorare a una campagna perché il tema del lavoro, della sua dignità e del suo rispetto e la conoscenza della complessità delle sue trasformazioni siano posti, attraverso i media, al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica.
Il sindacato dei giornalisti su questo punto non solo non si sottrae – mai lo ha fatto – al confronto, ma da anni, inascoltato dai poteri editoriali e non solo, lamenta la difficoltà con cui i problemi e le criticità del lavoro, le sue voci tutte, non trovino spazio adeguato sui media, soprattutto quelli del servizio pubblico.
Se invece il Governo pensa che spetti ad esso dettare le linee informative su cosa e come del tema lavoro debba entrare nel circuito delle notizie non ci siamo proprio: il Minculpop è cosa di altri tempi, affatto riproponibile. E non pensiamo neanche che il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, avesse in mente un’ipotesi del genere quando ha dichiarato, oggi, di voler avviare un tavolo negoziale con il ministro dello Sviluppo economico per mettere a fuoco il rapporto tra “lavoro e comunicazione”.
La completezza dell’informazione, la sua attenzione a tutte le voci e ai problemi veri delle persone deve diventare lo snodo dell’impegno professionale e editoriale. Ma questo compito non passa per dettati governativi.
Cogliamo l’occasione di ricordare che solo una settimana fa il sottosegretario all’editoria, Paolo Bonaiuti, ha assunto formale impegno a convocare, invece, un tavolo col ministro del Lavoro, il ministro dello Sviluppo economico, la Fnsi e gli editori per affrontare i deficit causati dal fenomeno del precariato giornalistico, per il quale occorre un piano straordinario.

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