Anno VIII numero
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Le minacce di morte al giornalista nella sentenza che respinge il ricorso di Marchese

Minacce a Comito: conferme dalla Cassazione

Pietro Comito

ROMA – La I Sezione Penale della Corte di Cassazione (presidente Aldo Cavallo, relatore Vincenzo Siani) ha dichiarato inammissibile il ricorso di Francesco Marchese, 30 anni, avverso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Catanzaro il 2 maggio 2016, “per avere partecipato ad una associazione di tipo mafioso, costituita, promossa, organizzata e diretta da Accorinti Antonino (detto Nino) e nella quale Bonavita Francesco Giuseppe (detto Pino) e Melluso Leonardo Francesco (detto Dino) svolgono il ruolo di organizzatori, che si avvale della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo, oltre che della notoria dipendenza gerarchica e costante cooperazione con la sovraordinata cosca Mancuso, cui è consorziata, e della conseguente condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, per commettere delitti quali quelli di estorsione, detenzione e porto illegale di armi, aggressioni, minacce, danneggiamenti, oltre che quelli di intestazioni fittizie di beni e società, per acquisire, direttamente ovvero attraverso ditte intestate a prestanome, la gestione o comunque il controllo di attività economiche, concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici, anche con ingerenze e condizionamenti nella pubblica amministrazione, e comunque per realizzare in favore dei propri affiliati, profitti ingiusti”. Imputazione che “fa carico al Marchese di avere assunto la qualità di partecipe realizzando reati contro la persona, minacce, aggressioni ed altro, contro il patrimonio, danneggiamenti, estorsioni, con il compito di controllo del territorio, nonché di mantenimento dei contatti con esponenti delle altre cosche locali e di gestione di attività economiche riconducibili alla cosca; fatto aggravato dall’avere l’associazione ampia disponibilità di armi; in Briatico e comuni limitrofi, con diramazioni al nord Italia, con condotta in atto”.
L’ordinanza “afferiva a procedimento avente ad oggetto sia l’associazione individuata dalla complessa cosca Mancuso di Limbadi, egemone sul territorio di Vibo Valentia, sia la cosca Accorinti di Briatico, con a capo Antonino, detto Nino, Accorinti, coadiuvato da Francesco Giuseppe Bonavita, suo partner, e da Leonardo Melluso, oltre che da Pantaleone Mancuso, operante in Briatico”.
La Corte di Cassazione, con sentenza depositata il 23 marzo scorso, Leggi tutto…

Durante l’arresto di Santo Vottari. La Fnsi: “Le istituzioni non lascino soli i cronisti”

Calabria, giornalista aggredita dal figlio del boss

I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria aprono il bunker in cui si nasconde Santo Vottari

REGGIO CALABRIA – Ennesima intimidazione ai danni di una giornalista calabrese. A denunciarla è la Federazione nazionale della stampa italiana, con il presidente Giuseppe Giulietti, il segretario generale Raffaele Lorusso e il segretario generale aggiunto Carlo Parisi, che, esprimendo solidarietà alla collega, tiene alta l’attenzione su un fenomeno diffuso e che evidenzia la grave condizione di pericolo nella quale sono costretti a lavorare gli operatori dell’informazione, soprattutto in zone ad alta densità mafiosa.
Mentre i carabinieri tiravano fuori dal bunker Santo Vottari, fino a ieri, Leggi tutto…

Con la quale il Tribunale di Reggio Calabria ha condannato l’ex governatore Scopelliti

Querele temerarie: ecco la sentenza integrale

REGGIO CALABRIA – Una sentenza che la Federazione nazionale della stampa italiana non ha esitato a definire “storica”, quella emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, che ha condannato l’ex governatore della Calabria,Giuseppe Scopelliti, alle spese di lite in favore dei giornalisti in solido, liquidate per complessivi 21mila 387 euro, oltre a rimborsi spese, Iva e contributi previdenziali.
Una sentenza che ha messo la parola “fine”, dopo 7 anni, Leggi tutto…

Aveva chiesto 1 milione di euro di risarcimento ai giornalisti Musolino e Pollichieni

Querele temerarie: condannato Scopelliti

Giuseppe Scopelliti

Lucio Musolino

REGGIO CALABRIA – “A fronte di una domanda rivelatasi totalmente infondata già alla lettura degli articoli, post informatici e dichiarazioni televisive denunciate, si è accompagnata una richiesta risarcitoria rilevantissima, priva di riferimenti a qualsiasi parametro di liquidazione di danni da diffamazione correntemente determinato dalla giurisprudenza nazionale, idonea per la sua entità ad intimidire il destinatario”. È questo il passo più significativo della sentenza con cui la Seconda Sezione Civile del Tribunale di Reggio Calabria ha “interamente” rigettato, ritenendola “radicalmente infondata”, la richiesta di risarcimento danni, per un milione di euro, avanzata dall’ex presidente della Giunta regionale della Calabria, Giuseppe Scopelliti, al giornalista Lucio Musolino, all’epoca in servizio al quotidiano “Calabria Ora”, ed al direttore responsabile dell’epoca Paolo Pollichieni. Per il giudice Patrizia Morabito la citazione in giudizio dei due giornalisti è “disancorata a qualsiasi motivazione puntuale dei criteri di calcolo o determinazione di siffatta domanda, che appare connotata da profili di temerarietà”.
In sostanza per il giudice ha definito la richiesta di un milione di euro era “rilevantissima, priva di riferimenti a qualsiasi parametro di liquidazione di danni da diffamazione correntemente determinato dalla giurisprudenza nazionale, idonea per la sua entità ad intimidire il destinatario, disancorata a qualsiasi motivazione puntuale dei criteri di calcolo o determinazione di siffatta domanda, che appare connotata da profili di temerarietà”.
Per questi motivi il Tribunale di Reggio Calabria Leggi tutto…

L’appello del segretario aggiunto della Federazione Nazionale della Stampa

Locri, Parisi (Fnsi): “Abbiamo bisogno dello Stato”

Carlo Parisi

LOCRI (Reggio Calabria) – Parole forti, in difesa dei giornalisti e, più in generale, dei lavoratori onesti della Calabria e dell’Italia tutta, quelle del segretario generale aggiunto della Federazione nazionale della stampa e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, al seminario sulla “Libertà di stampa tra minacce e querele temerarie. Il contributo dei giornalisti italiani nella lotta alle mafie”, organizzato oggi a Locri nell’ambito della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa dall’Associazione Libera di don Luigi Ciotti. Seminario al quale avrebbe dovuto partecipare anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che all’ultimo momento ha annunciato di non poter essere presente perché vittima di una brutta influenza.
Intervento, quello del segretario generale aggiunto del sindacato unitario dei giornalisti italiani, che riportiamo integralmente: Ci tengo, innanzitutto, a dire che non sarà certo qualche vile scritta sui muri a fermare la voglia di normalità di un popolo che, da tanto, troppo tempo, alla disperata richiesta di lavoro e di riscatto, riceve dallo Stato soltanto silenzi e promesse non mantenute. Privi di lavoro, un lavoro pulito e dignitoso, i calabresi, oltre a dover subire le angherie dei padrini e dei padroni di turno, devono fare i conti con uno Stato da troppo tempo distante – e tra meno di una settimana ancora più distante per la decisione di Alitalia di abbandonare l’aeroporto di Reggio Calabria – che, come ricordava il compianto generale Gennaro Niglio negli anni Novanta, all’epoca in cui dirigeva il Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria, per combattere la criminalità organizzata non ha bisogno – lo Stato – di migliaia di soldati, – pur sempre importanti ed ai quali va il nostro ringraziamento – ma di qualche investigatore in più. Perché è su questa strada, sulla strada della legalità, della giustizia che si giocano la credibilità e l’effettiva volontà di smascherare i responsabili del malaffare.
Ed è solo con il lavoro che si tutela la dignità di una persona, Leggi tutto…

A Locri hanno marciato in 25mila nella XXII Giornata della memoria e dell’impegno

Don Ciotti: “Contro le mafie il lavoro e la scuola”

Don Ciotti sul palco a Locri

LOCRI (Reggio Calabria) – Sono 25mila i partecipanti alla manifestazione che si sta svolgendo a Locri per la XXII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera e Avviso Pubblico, in collaborazione con la Rai Responsabilità Sociale, Conferenza Episcopale Calabra e con il patrocinio del Comune di Locri e sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
A quanto si apprende da Libera, oltre mezzo milione di persone hanno preso parte alle iniziative che si svolgono, in contemporanea, in 4000 luoghi in tutta Italia. Alla manifestazione di Locri, che si svolge all’indomani delle scritte comparse contro don Ciotti e le forze dell’ordine, partecipa anche il presidente del Senato Piero Grasso.
«Siamo qui perché amiamo la vita – ha detto don Ciotti –. Abbiamo un debito con chi è stato assassinato, abbiamo un debito con loro famiglie ma non basta più ricordare, bisogna farli vivere nel nostro impegno».
«Il lavoro, la scuola, i percorsi educativi, i servizi sociali restano il primo antidoto alla peste mafiosa», ha poi ribadito. Nel suo discorso, don Ciotti ha anche parlato della povertà: «Il provvedimento per il contrasto alla povertà emanato dalla politica è del tutto insufficiente», è «un piccolo passo avanti che raggiunge una fetta troppo piccola di persone». E poi l’educazione: «Non possiamo dimenticare che l’educazione Leggi tutto…

In migliaia al corteo organizzato da Libera in memoria delle vittime delle mafie

Locri: tutti in marcia contro le mafie

In migliaia in marcia a Locri contro le mafie

LOCRI (Reggio Calabria) – È partito il corteo con il quale Libera celebra a Locri la XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. In testa al corteo, al fianco di don Luigi Ciotti, del presidente del Senato Pietro Grasso, dei vertici della Federazione nazionale della stampa italiana (a Locri ci sono il presidente Giuseppe Giulietti, il segretario generale aggiunto Carlo Parisi e il responsabile della Legalità per la Fnsi Michele Albanese), ci sono i familiari Leggi tutto…

«Con don Ciotti, vittima di vili attacchi, domani a Locri per la manifestazione di Libera»

Fnsi: l’ira della ‘ndrangheta non ci fermerà

LOCRI (Reggio Calabria) – La Federazione  Nazionale della  Stampa Italiana esprime   “solidarietà a don Luigi Ciotti, all’associazione Libera e alle migliaia di cittadini  che in questi giorni sono a Locri per contrastare mafie e corruzione. Il loro  impegno, che  ha ottenuto il sostegno e  l’incoraggiamento  del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha  scatenato  l’ira e  la rabbia  di chi  ha bisogno  del buio  e  dell’oscurità  per realizzare i propri loschi affari e tenere sotto scacco intere aree del Paese”. Lo affermano il presidente della Fnsi, Leggi tutto…

Giornata nazionale della memoria delle vittime innocenti delle mafie con Parisi, Giulietti, Albanese, Angeli, Borrometi, De Simone

Libertà di stampa: Fnsi a Locri col ministro Orlando

LOCRI (Reggio Calabria) – “Libertà di stampa minacce mafiose e querele temerarie. Il contributo dei giornalisti italiani nella lotta alle mafie” è il tema del seminario, in programma a Locri martedì 21 marzo, che vedrà la partecipazione della Federazione Nazionale Stampa Italiana e del Sindacato Giornalisti della Calabria alla XXII Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie organizzata, nella cittadina calabrese, dall’associazione Libera di don Luigi Ciotti.
La manifestazione, con inizio alle ore 14.30 nel Teatro del Palazzo della Cultura di via Trieste, sarà introdotta dal segretario generale aggiunto della Fnsi, Carlo Parisi, e conclusa dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, presiederà i lavori, moderati dal giornalista Lorenzo Frigerio di Liberainformazione, che prevedono la partecipazione Leggi tutto…

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Premio Troccoli Magna Graecia, la giuria al lavoro

CASSANO ALLO IONIO (Cosenza) – La giuria del trentunesimo Premio Nazionale “Troccoli Magna Graecia”, di ricerca e promozione culturale, è da tempo al lavoro per l’esame delle opere e degli elaborati pervenuti per le singole sezioni. Varcata la soglia di un trentennio di attività è veramente un traguardo ragguardevole in una regione come la Calabria dove taluni eventi durano ben poco.
Il premio, bandito dal mensile “Prospettive meridionali” e dal Centro Studi Cresesm (Centro di Ricerche e Studi Economici e Sociali per il Mezzogiorno) si articola nelle sezioni: Saggistica, Ricerca, “Targa F. Toscano”, Premio alla Carriera giornalistica, Scuola e promozione culturale e Fotografia.
Obiettivo del Premio è quello di promuovere e valorizzare la ricerca storica e letteraria Leggi tutto…

Il tecnico Davide Maxwell oggi in aula: “De Rose mi chiese di farla sulla rotativa”

Oragate: confermata la falsa perizia

COSENZA – Davide Maxwell ha confermato oggi in aula quello che aveva già detto il 16 gennaio: «De Rose mi chiese di fare una perizia falsa sulla rotativa».
Il processo sull’Oragate, che vede imputato lo stampatore Umberto De Rose per tentata violenza privata relativamente alla mancata uscita dell’Ora della Calabria il 19 febbraio 2014 quando il quotidiano diretto da Luciano Regolo non andò in edicola perché, in prima pagina, riportava la notizia di un’indagine a carico di Andrea Gentile (le accuse poi caddero), figlio del senatore Tonino che stava per diventare sottosegretario del governo Renzi (la sua nomina fu stoppata – ma solo temporaneamente – proprio per il clamore suscitato dall’Oragate).
«Quel giorno non erano riusciti a stampare il giornale di un editore – ha confermato Maxwell in aula – e mi chiesero di fare un rapporto dove ho attestato che la macchina non funzionava». Il tecnico questa volta era accompagnato da legale d’ufficio (l’avvocato Guido Siciliano), perché rischia di essere incriminato per falsa testimonianza durante le indagini.
La gravità delle affermazioni fatte dal tecnico, a marzo, quando ha ammesso, senza tentennamento, di aver prodotto un certificato falso per attestare una rottura che in realtà non ci fu, portò il giudice del Tribunale di Cosenza Leggi tutto…

Il massmediologo stava “intervistando” la madre di un pentito a Vibo Valentia

Aggressione a Klaus Davi: 2 rinvii a giudizio

Klaus Davi

VIBO VALENTIA  – Due persone sono state rinviate a giudizio per l’aggressione a Klaus Davi e alla sua troupe, avvenuta a luglio dello scorso anno a Vibo Valentia.
Il massmediologo stava conducendo un servizio per la trasmissione “Gli Intoccabili”, in onda sull’emittente televisiva “LaC”  e stava “intervistando” la madre di un pentito quando è stato aggredito, insieme al cameraman da due persone che gli hanno anche rotto la telecamera.
I due, parenti del pentito, sono stati ora rinviati a giudizio con diverse accuse, dall’aggressione al danneggiamento alle minacce.
“Le indagini sono state rapide e veloci – commenta all’Adnkronos Michele Sirgiovanni, procuratore di Vibo Valentia – Noi non abbiamo dubbi sulla dinamica dell’accaduto, poi ora gli imputati avranno modo, nel corso del processo, di spiegare se le cose sono andate diversamente”. (adnkronos)

Fuori Luigi Maria Chiappetta e Simona Musco del quotidiano Cronache delle Calabrie

Crotone Calcio: stadio negato a due giornalisti

CROTONE – Penultimo in classifica a 9 punti dalla zona salvezza, ma già retrocesso in materia di stile e accoglienza nei confronti di due giornalisti che si erano recati allo Stadio “Ezio Scida” di Crotone non certo per entrare “a scrocco”, ma per garantire i servizi ai lettori del quotidiano “Cronache delle Calabrie” diretto da Paolo Guzzanti.
Nel recupero della diciottesima giornata del campionato di Serie A di calcio, ieri a Crotone era di scena la capolista Juventus, ma i colleghi Luigi Maria Chiappetta e Simona Musco quella partita non potranno mai raccontarla ai loro lettori perché privati non solo del diritto di cronaca, ma anche della loro dignità di giornalisti.
Ai due giornalisti è stato, infatti, negato l’ingresso allo stadio della città pitagorica. Il motivo lo ha spiegato loro il capo ufficio stampa del Crotone Calcio, Alessio Masi, secondo il quale il quotidiano non poteva assistere al match perché «ci sono testate più importanti. Lei sarà di Eccellenza – ha detto rivolgendosi a Chiappetta e alludendo alla categoria calcistica inferiore – tornatevene a Cosenza».
Una risposta che ha mandato su tutte le furie Chiappetta e Musco, giunti a Crotone dalla redazione di Cosenza per svolgere il loro lavoro. I due giornalisti avevano seguito tutta la trafila per essere accreditati. Seguite le indicazioni che la società del Crotone fornisce attraverso il proprio sito, Chiappetta e Musco avevano, infatti, inviato la richiesta di accredito senza ricevere alcuna comunicazione circa una eventuale esclusione dalla tribuna stampa. Anzi, sempre sul Leggi tutto…

Del giornalismo e della sua storia. A lui la I edizione del Premio Pier Emilio Acri

Del Boca a Rossano, la lezione di un maestro

Lorenzo Del Boca

ROSSANO (Cosenza) – Quando uno viene riconosciuto come un maestro non ha assolutamente la necessità di farsi appellare come tale. Questo è in estrema sintesi Lorenzo Del Boca, storico, saggista e, soprattutto giornalista. Lorenzo Del Boca è un maestro di giornalismo e lo dimostra con la sua stessa carriera, che è sempre andata di pari passo con l’interesse per la storia del giornalismo.
Quello con la lettera maiuscola. Una storia di cui fa parte a pieno titolo, avendo ricoperto il ruolo di presidente dell’Ordine dei giornalisti per tre mandati consecutivi e per essere stato anche presidente della Federazione nazionale della stampa italiana dal 1996 al 2001.
Del Boca ha
, poi, un forte legame con la Calabria, ma non è un “colonizzatore” che scende a Sud per impartire lezioni.
Sceglie di tornare in questa regione perché lo legano forti rapporti personali e professionali.
È lui stesso a dirlo quando racconta, nella manifestazione organizzata dal Sindacato Giornalisti della Calabria, dall’Ordine regionale dei giornalisti in collaborazione con il Circolo della stampa “Pollino-Sibaritide” – guidato da Cosimo Bruno – e con il patrocinio della testata Giornalistitalia.it, dell’amico scomparso Pier Emilio Acri. «Venivo spesso a parlare con Pier Emilio – ripercorre i ricordi Del Boca – di giornalismo e di storia. Era un amico, ne ho molti qui in Calabria». 
Il premio intitolato ad Acri, alla sua prima edizione, viene assegnato proprio al presidente emerito dell’Ordine
nella cerimonia, moderata da Anna Russo, Leggi tutto…