Anno VII numero
Agenda2016

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Assemblea il 26 e 27 gennaio a Reggio per eleggere i delegati all’assise nazionale in programma a Matera

Ucsi: la Calabria al voto in vista del Congresso

REGGIO CALABRIA – È convocata per martedì 26 e mercoledì 27 gennaio l’Assemblea regionale ordinaria dell’Unione Cattolica Stampa Italiana Leggi tutto…

In programma domenica 24 gennaio per varcare insieme la Porta Santa del Santuario di San Francesco

A Paola il Giubileo dei giornalisti della Calabria

PAOLA (Cosenza) – Un Giubileo pensato e rivolto esclusivamente ai giornalisti: accade in Calabria, dove domenica 24 gennaio il Santuario regionale di San Francesco di Paola ospiterà, appunto, il Giubileo dei giornalistidella Calabria. Un’iniziativa promossa dalla Commissione Leggi tutto…

Il senatore Nicola Morra (M5S): “No ad un sistema politico che disconosce il merito e premia la fedeltà”

Ufficio Stampa Regione Calabria: illegittimità palesi

Nicola Morra

COSENZA – Sosteneva pochi giorni fa Carlo Parisi, segretario regionale della Fnsi, in merito alla picaresca vicenda che ha dato modo a tanti di poter censurare il comportamento della Giunta regionale: Oliverio «avrà la facoltà di scegliere tranquillamente chi vuole, con buona pace della trasparenza, della professionalità, della meritocrazia, dell’opportunità di offrire a tutti la possibilità di conquistarsi con merito un posto di lavoro lautamente retribuito».
Come non condividere in toto queste parole, forse anche eccessivamente morbide, nei confronti dell’ennesimo episodio di opacità ed attacco alla razionalità della giustizia prodotto da una gestione della cosa pubblica che definire “censurabile” è soltanto un eufemismo.
Gli stessi giornalisti calabresi non si sentono in dovere, oltre chein diritto, di protestare energicamente con un sistema politico che disconosce il merito e premia la fedeltà presentandola come esperienza e continuità?
Tutto ciò accade mentre ci sono illegittimità palesi al Leggi tutto…

Artefice della nascita del Sindacato e dell’Ordine dei giornalisti in Calabria che ha guidato per 27 anni

Dieci anni fa si spegneva Raffaele Nicolò

Raffaele Nicolò

REGGIO CALABRIA – Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Raffaele Nicolò, promotore dell’istituzione del Sindacato Giornalisti della Calabria (1974) e dell’Ordine dei giornalisti della Calabria (1975), entrambi nati da una costola dell’Associazione Napoletana della Stampa e dell’Ordine interregionale di Campania e Calabria.
Il 7 gennaio 2006, dopo una lunga malattia, si spegneva, infatti, all’età di 73 anni colui che per 27 anni è stato l’artefice e il protagonista assoluto degli istituti di categoria dei giornalisti in Calabria: presidente dell’Ordine, vicesegretario del Sindacato, fiduciario e consigliere d’amministrazione dell’Inpgi.
Tutto era nato con la vicepresidenza, da pubblicista, dell’Ordine della Campania, conquistata a suon di carovane di giornalisti calabresi che si recavano a Napoli per votarlo. Nicolò si è spento dopo una lunga malattia, assistito dai figli e dalla moglie.
Nel decennale della scomparsa, i suoi due figli giornalisti, Fabio e Loredana, lo ricordano con una lettera.
“Sembra ieri, eppure – scrivono – sono tanti da quando hai lasciato la «nostra casa». «Ciao Presidente»… ti salutavano così i tuoi colleghi, tu eri per loro un padre-amico, con pregi e difetti! È più vuota la nostra casa, senza di te … è anche più povera la categoria di noi giornalisti, sempre più esposta agli attacchi esterni ed indebolita dalle divisioni interne”.
“Tanti amici – aggiungono Fabio e Loredana – ti ricordano, con tanti aneddoti, dai quali traspare nella sua interezza il tuo carattere esuberante e impulsivo, ma sempre sincero e generoso. Non sono mancati gli errori, per questo tuo carattere, ma mai hanno inficiato la grandezza del Tuo contributo alla categoria!” e “l’impegno profuso, combattendo contro tutto e tutti, per portare l’Ordine e il Sindacato in Calabria, la tua lotta immane a tenere alto il loro apporto per la crescita di questa nostra Leggi tutto…

Carlo Parisi (Fnsi): “Per l’Ufficio Stampa il presidente Oliverio ha cambiato tutto per non cambiare niente”

Regione Calabria, giornalisti... secondo copione

Il presidente ed il vicepresidente della Regione Calabria, Mario Oliverio e Antonio Viscomi

CATANZARO – La Regione Calabria pubblica l’elenco dei giornalisti ammessi alla Manifestazione d’interesse per la formazione di un elenco per il conferimento di incarichi di componente dell’Ufficio Stampa della Giunta Regionale a personale esterno, tra cui un cinefotoreporter, e scoppia ilputiferio.
Su 193 partecipanti (delle 197 domande 4 sono doppie) gli ammessi sono 90 (una 2 volte), pertanto sono ben 105 gli esclusi per mancanza dei requisiti (in 8 non sono iscritti all’Albo professionale) o – sostiene la Regione –  per “documentazione incompleta”.
Ad alcuni giornalisti viene contestato il non aver firmato il curriculum allegato, ad altri l’aver fornito una dichiarazione sostitutiva non conforme e ad altri ancora il non aver inserito una copia della carta d’identità. Proprio su quest’ultimo aspetto si è scatenata l’ira di molti candidati perché – fanno notare – non era esplicitamente richiesto nel bando. Alcuni di essi sono stati addirittura esclusi per aver presentato copia della tessera Leggi tutto…

Buon Anno a tutti da Giornalisti Calabria

L’ex direttore dell’Ora della Calabria rompe il silenzio: “I miei giornalisti hanno creduto in questa disavventura”

Il Garantista, Regolo: “Non c’è limite al peggio”

Luciano Regolo

CATANZARO – «Non c’è mai limite al peggio», recita il vecchio brocardo. E a leggere le ultime nuove su “Il Garantista” la veridicità ne è corroborata in pieno. Purtroppo, come molti miei colleghi ex “Ora della Calabria” sanno, fin dall’inizio, quest’avventura (o disavventura?), editoriale mi ha lasciato molto perplesso, intravedendosi chiaramente come, nel mettere su, sia la compagine aziendale sia la testata stessa, il “nume” di tutta l’iniziativa pensasse più alle proprie aspirazioni personali e alle modalità di accesso al generoso contributo nazionale che non alla salute del giornale che si andava a mettere in piedi.
So per esperienza diretta e per coscienza, come e quanto sia difficile perchè, con tutto me stesso e, specialmente per dare una concreta possibilità di esercitare la propria professione in piena libertà e dignità ai colleghi che hanno condiviso con me la vicenda dell’Oragate e tutte le sue conseguenze, ho cercato a lungo di dare vita a una nuova testata, ma più d’una volta ho dovuto ammainare bandiera proprio perchè non vi erano certezze adeguate né sul piano retributivo, né su quello della reale indipendenza societaria.
In un modo o nell’altro venivano sempre richiesti compromessi, opportunistici oblii che io sapevo si sarebbero riverberati pesantemente sul futuro dei miei colleghi stessi e che avrebbero anche inficiato la ragione che ci aveva portato alla protesta dura e coraggiosa scaturita dal “caso Gentile”.
Ebbene, proprio durante l’occupazione della redazione dell’Ora, Sansonetti per il tramite del suo più fedele gregario, faceva una serie di profferte e di Leggi tutto…

700mila euro di contributi pubblici, ma neppure un centesimo ai redattori calabresi. Carlo Parisi (Fnsi): “Una vergogna”

Il Garantista che non garantisce i giornalisti

Andrea Cuzzocrea e Piero Sansonetti

COSENZA – “Dal danno alla beffa. Il quotidiano Cronache del Garantista beneficia di 700mila euro di contributi pubblici erogati dal Fondo per l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma neppure un centesimo andrà nelle tasche dei giornalisti calabresi, ovvero di coloro i quali, tra lacrime e sangue, hanno garantito l’uscitadel giornale venduto pressoché esclusivamente in Calabria. Un epilogo grave, vergognoso e Leggi tutto…

Arrestato il parroco di Messignadi. Osservatorio sui Minori e Odg Calabria: “Nessuno si azzardi a porre loro domande”

Prete pedofilo, giornalisti lontano dai bambini

OPPIDO MAMERTINA (Reggio Calabria) – “L’iter processuale ha la sua autonomia e tutti siamo chiamati a rispettarne tempi e modalità, ma quello che non possiamo non rilevare con viva preoccupazione è l’atteggiamento di chiusura della chiesa locale, che dopo la gaffe del comunicato stampa in cui manifestava solidarietà al sacerdote arrestato, successivamente corretto, si è trincerata nel più cupo e conservatore Leggi tutto…

Il Consiglio nazionale dei giornalisti pensionati si unisce all’appello rivolto al Presidente della Repubblica

Ungp con la Fnsi al fianco di Francesco Gangemi

Francesco Gangemi

ROMA – Il Consiglio Nazionale dell’Unione Nazionale Giornalisti Pensionati, gruppo di base della Fnsi, riunito a Roma, ha espresso “piena solidarietà al giornalista calabrese Francesco Gangemi, direttore dei periodici Il Dibattito e Dibattito news, che nonostante l’età (81 anni), l’invalidità al 100 per cento la grave malattia che lo affligge, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Catania per un cumulo di pene a 2 anni 11 mesi e 16 giorni di reclusione per diffamazione a mezzo stampa e per non avere rivelato le fonti fiduciarie delle notizie”.
Come ampiamente riferito l’11 dicembre scorso da Giornalisti Italia, “Gangemi è stato posto agli arresti domiciliari due anni dopo l’allucinante arresto che, all’età di 79 anni, l’aveva portato dietro le sbarre, sollevando l’indignazione del Paese e la sospensione del provvedimento”.
“Ritenendo assurdo il rigetto della richiesta di affidamento ai servizi sociali”, il Consiglio nazionale dell’Ungp ribadisce“ la mostruosità di un provvedimento giudicato incompatibile dalla Corte europea dei diritti dell’uomo”.
Dopo l‘appello del segretario generale aggiunto della Fnsi, Carlo Parisi, anche il Consiglio nazionale dell’Ungp “denunciando, ancora una volta, l’ingiustificato ritardo del Parlamento nel riformare la legge sulla diffamazione che, per i reati a mezzo stampa, prevede ancora il Leggi tutto…

A causa di un colpo di sonno il direttore de LaC news ha perso il controllo dell’auto in autostrada. Adesso sta bene

Il giornalista Pasquale Motta finisce in ospedale

Pasquale Motta

LAMEZIA TERME (Catanzaro) – Poteva andare decisamente peggio al giornalista Pasquale Motta, direttore responsabile de LaC news24.it che, ieri notte, ha avuto un brutto incidente sulla Salerno-Reggio Calabria nei pressi dello svincolo di Lamezia Terme dove, a causa di un colpo di sonno, ha perso il controllo della sua auto.
Il giornalista ha riportato una contusione alla spalla destra ed è ora ricoverato in ospedale. A dare la notizia dell’incidente è stato lo stesso Pasquale Motta attraverso il proprio profilo Facebook.
“È passata da qualche minuto la mezzanotte della giornata di ieri – scrive Motta sulla sua pagina Facebook –. Dopo una delle tante giornate di lavoro e una cena con alcuni miei colleghi mi metto in auto da Vibo Marina per raggiungere casa. Imbocco l’autostrada a Pizzo.
Dopo qualche chilometro avverto i segni della stanchezza. Intravedo già le luci dello svincolo di Lamezia Terme. Penso: a breve c’è l’autogrill mi fermo mi riposo e bevo un caffè. È l’ultima cosa che penso, mi riprendo sulla carreggiata dello svincolo di Lamezia dopo un violento impatto. Il colpo di sonno killer aveva tentato la soluzione finale. Auto distrutta.
Ora sono qui, 24 ore dopo, con una forte contusione alla spalla destra e un fastidioso dolore. Ecchimosi sul viso e qualche escoriazione ma sto bene. Ringrazio il personale della polizia stradale, dell’Anas, del 118 e del Pronto soccorso di Lamezia Terme per la loro gentilezza e professionalità.
Ringrazio coloro che, attraverso messaggi e telefonate hanno chiamato per sincerarsi delle mie condizioni di salute: non ho potuto rispondere a tutti, lo farò nei prossimi Leggi tutto…

La Questura dispone misure di vigilanza. Il segretario del Sindacato Carlo Parisi: “È il prezzo del giornalismo coraggioso”

Minacce alla giornalista Alessia Candito

Alessia Candito

REGGIO CALABRIA – “La Questura di Reggio Calabria ha adottato una serie di misure di vigilanza a tutela della sicurezza della nostra collega Alessia Candito e della sua famiglia”. Così la redazione del Corriere della Calabria dà notizia di un nuovo episodio di intimidazione a danno dei giornalisti calabresi: “La decisione si è resa necessaria – scrivono i colleghi della Candito – dopo una serie di minacce ricevute dalla giornalista in relazione ad alcuni servizi pubblicati sul Corriere della Calabria. La Procura di Reggio Calabria, infatti, ha posto sotto sequestro alcune email ricevute dalla cronista: le ha inviate un ex pentito, oggi irreperibile, sul quale sono in corso accertamenti investigativi”.
Vale la pena rammentare che Alessia Candito ha seguito le vicende dei clan del quartiere Archi di Reggio Calabria e documentato il loro tentativo di riproporre la propria supremazia criminale in loco, “tentativo – riporta il Corriere della Calabria – che si è manifestato nel corso dell’estate con sgradite presenze a fare da contorno alla movida reggina”.
Ad Alessia vanno “la solidarietà e la vicinanza della redazione del Corriere della Calabria” e “il convinto sostegno” del segretario generale aggiunto della Fnsi, Carlo Parisi, che invita la giornalista a Leggi tutto…

I rappresentanti calabresi dell’Unci denunciano il grave silenzio della Regione Calabria sui giornalisti “a scelta”

L’Ufficio Stampa non è merce di scambio

Da sinistra: il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio ed i giornalisti Pino Toscano, Franco Votano e Agostino Pantano

REGGIO CALABRIA – Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, non ha ancora disposto la revoca della “Manifestazione d’interesse per la formazione di un elenco per il conferimento di incarichi di componente dell’ufficio stampa della Giunta regionale a personale esterno tra cui un cinefotoreporter”, pubblicata il 3 dicembrescorso sul sito istituzionale e scaduta ieri. Ovvero, non ha ancora bloccato il Leggi tutto…

Il Tribunale di Cosenza riconosce l’art. 2 Cnlg ad Antonio Virduci assistito dal Sindacato Giornalisti della Calabria-Fnsi

Collaboratore dipendente: Finedit condannata

Mariagrazia Mammì

Antonio Virduci

COSENZA – Il Tribunale di Cosenza ha riconosciuto il rapporto di lavoro di natura subordinata del giornalista Antonio Virduci condannando la Finedit Finanziaria Editoriale srl, editrice del Quotidiano della Calabria, al pagamento delle differenze retributive nelle mansioni di collaboratore fisso ex articolo 2 del Contratto nazionale di lavoro giornalistico Fieg-Fnsi. Il giudice del lavoro Giuseppina Bonofiglio ha, infatti, pienamente accolto il ricorso dell’Ufficio Legale del Sindacato Giornalisti della Calabria, rappresentato dall’avv. Mariagrazia Mammì, dichiarando la naturasubordinata del rapporto di lavoro intercorso tra il giornalista e la Finedit dal 1° gennaio 1999 al settembre 2008 per l’espletamento delle mansioni di collaboratore fisso del Quotidiano della Calabria.
Antonio Francesco Virduci, 43 anni, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine della Calabria dal 25 novembre 2000, dal 1996 ha prestato la propria attività lavorativa, senza alcun regolare contratto, nella redazione decentrata di Reggio Calabria de “Il Quotidiano della Calabria” occupandosi prevalentemente di sport minori. Solo a gennaio 1999 gli veniva riconosciuto un contratto di collaborazione giornalistica, in virtù del quale si impegnava a fornire “articoli e servizi giornalistici sulla base dei singoli incarichi fiduciari, di volta Leggi tutto…

Per diffamazione a mezzo stampa. Carlo Parisi (Fnsi): “È invalido al 100% e gravemente malato. Intervenga il Capo dello Stato”

Arrestato il giornalista Francesco Gangemi, 81 anni

Francesco Gangemi

REGGIO CALABRIA – Il giornalista Francesco Gangemi, 81 anni compiuti il 28 settembre scorso, invalido al 100 per cento e gravemente ammalato, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Sorveglianza di Catania per un cumulo di pene a 2 anni 11 mesi e 16 giorni di reclusione per diffamazione a mezzo stampa e per non avere rivelato le fonti fiduciarie delle notizie. Due anni dopo l’allucinante arresto che, all’età di 79 anni, l’aveva portato dietro le sbarre, sollevando l’indignazione del Paese e la sospensione del provvedimento, la storia si ripete.
Stavolta gli è stata risparmiata l’umiliazione della galera, ma imposto comunque l’obbligo di espiazione dellapena agli arresti domiciliari. A quasi 82 anni e dopo aver recentemente subito un delicato intervento chirurgico al cuore, una nuova, pesante tegola si abbatte, dunque, sul giornalista in esecuzione di una sentenza definitiva del 10 marzo scorso. Il Tribunale di Sorveglianza di Catania ha affidato l’esecuzione del provvedimento alla Procura di Cosenza dopo aver rigettato la richiesta di affidamento ai servizi sociali.
“Un provvedimento che non esitiamo a ridefinire, come avevamo fatto all’epoca assieme all’allora segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, mostruoso per qualsiasi ordinamento democratico che si fondi sulla libertà di espressione, di stampa e sul pluralismo delle idee”, dichiara Carlo Parisi, segretario generale aggiunto della Fnsi e segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, sottolineando che “Gangemi paga duramente non solo il prezzo delle sue idee «forti» e fuori dal coro, ma soprattutto l’ingiustificato ritardo del Parlamento nel riformare la legge sulla diffamazione che, per i reati a mezzo stampa, prevede ancora il carcere per i giornalisti consentendo il ripetersi di dolorosi episodi come questo”.
“Francesco Gangemi – sottolinea Parisi – è chiamato a scontare una pena residua di quasi tre anni perché, ancora una volta, la Procura della Repubblica di Catania ha dichiarato decaduti i benefici di sospensione condizionale della pena per i suoi articoli pubblicati sui periodici Il Dibattito e Dibattito news. Suscita, però, ancora enorme sorpresa l’ennesima decisione Leggi tutto…